OLTREZONA – Reborn

Pubblicato il 28/01/2016 da
voto
7.0
  • Band: OLTREZONA
  • Durata: 00:21:02
  • Disponibile dal: 25/12/2015
  • Etichetta:
  • Myo Agency

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Sono sempre più numerose le band che prediligono la forma dell’Extended Play come strumento per mantenere sempre viva l’attenzione su di sé tra un’uscita e l’altra. Il bel paese non fa eccezione, ed anche i veneti Oltrezona, band non nuova alle nostre pagine, hanno deciso di concentrare i propri sforzi in un lavoro più snello e immediato. Il mosh hardcore dei Nostri non è stato limato di una virgola, anzi, in questo ultimo tassello della loro discografia abbiamo quasi un’estremizzazione del sound, un boost vitaminico delle parti più aggressive dei lavori precedenti (soprattutto rispetto a “Mosaico” del 2014) presentato da una cover decisamente minimal (ad opera di una fan della band) che rispecchia piuttosto fedelmente le intenzioni degli Oltrezona. I ragazzi sembrano incredibilmente risoluti nel pestare il più duro possibile, non indietreggiando mai di un millimetro, inamovibili nella loro ignoranza e cafonaggine. Sentiamo dei notevoli miglioramenti rispetto al 2014, anno in cui li abbiamo lasciati, soprattutto nella produzione (letteralmente esplosiva in quest’ultimo episodio) e nel comparto vocale, dove l’impatto del growl del nuovo singer Ski, strozzato e facinoroso, ci prende quasi di sorpresa come uno schiaffo in pieno viso, andando a dare quel quid in più al sound globale. Tralasciando l’intro di rito, la opener “Slaves Of Hypocrisy” ci assalta frontalmente grazie al suo riffing tagliente e alle ritmiche velocissime e serrate, e le successive “Rage And Lie” e “Time Is Gone” ne seguono pedissequamente le orme. Continuiamo poi con “Cursed” e “Loveless”, le quali viaggiano sui dei ritmi meno estremi, facendo del groove ragionato e misurato il proprio punto di forza. La conclusiva “Undergrounds Of The Mind” sintetizza più o meno quanto la band ha prodotto negli ultimi due anni, andando a declinarsi in una forma più vicina al post hardcore di band quali Everytime I Die o Norma Jean che al mosh caciarone che ci ha colpito in precedenza. Un altro anno ed un’altra buona performance per il combo veneziano, che sta ormai diventando di diritto un punto di riferimento per la scena HC del Nord-Est. Continuate a seguirli, se lo meritano.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Slaves of Hypocrisy
  3. Rage and Life
  4. Time is gone
  5. Cursed
  6. Loveless
  7. Underground of the mind
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