6.0
- Band: OMEGA ZERO
- Durata: 00:52:02
- Disponibile dal: 15/06/2019
Debutto discografico per la nuova formazione romana che stilisticamente si esprime attraverso un metal di matrice progressiva, tinteggiato qua e là da sonorità vicine al power per lo più donate dalle tastiere e da qualche linea vocale. In effetti di quest’ultimo non si riscontrano particolari echi, tutt’al più si possono riconoscere orchestrazioni in grado di creare degli scenari che offrono un buon approccio all’opera. Il disco infatti, come si nota dal titolo, è solo la prima parte del viaggio che gli Omega Zero hanno intrapreso e per ora, a parte il buon livello tecnico del disco, sembrano voler partire in sordina. Il cantato non esplora ambienti particolari appoggiandosi quasi sempre con comodità sulle costruzioni melodiche, né tantomeno riesce a sfociare in refrain particolarmente accattivanti, lasciando quindi una sensazione d’incompiuto all’interno delle composizioni. Gli otto brani son ben strutturati e come dicevamo riescono spesso a trasportarci nelle ambientazioni oceaniche grazie alla liquidità delle tastiere e l’azzeccato approccio delle orchestrazioni; essendo però piuttosto importanti in termini di minutaggio, troppo spesso ci si sente tirati a forza nell’ascolto, risultando quindi a tratti un’opera pesante, vedasi “Legends”. Forse qualche sprint ritmico in più darebbe quella dose di dinamismo che manca a questo “Ocean Paradox”; anche se comunque il valore di questo lavoro lo possiamo riscontrare attraverso tracce quali “Memory Of The Lost”, “A Sea We Call Life” o nella dreamtheateriana “Purpose Within”. Tutto sommato siamo quindi di fronte ad un buon lavoro, ambizioso senza dubbio, e probabilmente con il proseguire della trama anche i toni ed i ritmi s’inaspriranno e/o vivacizzeranno, andando a parare verso lidi più metal, o comunque più trascinanti – come già ci hanno fatto sentire in occasione di “The Great Descent”, dove aleggiano maggiori influenze artistiche ed è possibile sentire una delle poche variazioni a livello vocale. Il primo capitolo non è particolarmente accattivante ma pone per lo più delle buone basi per il resto del racconto.
