5.0
- Band: OMEN
- Durata: 00:43:34
- Disponibile dal: 27/05/2016
- Etichetta:
- Pure Steel Records
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A dodici anni di distanza dalla pubblicazione del tutt’altro che entusiasmante “Eternal Black Dawn”, gli Omen rilasciano il settimo sigillo in una carriera estremamente discontinua, nonché ben poco lusinghiera anche sotto il profilo commerciale. Sin dall’immagine di copertina, che rimanda all’effigie evocativa scolpita sull’ottimo “Warning Of Danger”, “Hammer Damage” si presenta invece come una mediocre ricapitolazione delle tematiche eroiche trattate nella prima fase storica della band losangelina. L’ugola coriacea, ma tutto sommato sterile e poco incisiva, di Kevin Goocher fallisce nel tentativo di rimembrare quel magico alone conferito in passato dalle autorevoli corde vocali del defunto frontman J.D. Kimball. Segnaliamo altresì il rientro nei ranghi dello storico batterista Steve Wittig, il quale non ha cambiato di una virgola il proprio stile percussivo tanto muscolare quanto essenziale, ma questo avvenimento non è di certo sufficiente nel risvegliare l’interesse nei confronti di un’opera in gran parte superflua ed opaca. A onor del vero, non manca qualche spunto degno di nota che emerge dalla testosteronica “Cry Havoc”, dalla battagliera “Hellas” e soprattutto dalla rude evocatività palesata da “Era Of Crisis”; ma questi tre gradevoli esempi di tetragono epic metal d’annata non ci permettono comunque di scrollarci di dosso quel vivo senso di mediocrità che aleggia nei restanti brani. L’anonimo strumentale “A.F.U” si presenta come uno sterile esercizio di stile che lascia francamente il tempo che trova, mentre la ridondante linearità di “Eulogy Of A Warrior” riesce persino a strappare qualche sbadiglio, a causa di una pedante melodia vocale, peraltro esageratamente prolissa nel suo mesto dispiegarsi. L’iniziale forza d’urto generata dall’aspra title track e della galoppante “Knights” viene ampiamente ridimensionata da una serie di schemi fiacchi e prevedibili, che pongono un serio punto di domanda nei confronti di un gruppo inesorabilmente intrappolato da troppo tempo nel cosiddetto blocco dello scrittore. Non ci siamo.
