OMNIA MALIS EST – Lucania

Pubblicato il 17/07/2021 da
voto
7.5
  • Band: OMNIA MALIS EST
  • Durata: 00:51:14
  • Disponibile dal: 05/06/2021
  • Etichetta:
  • Hidden Marly Production

Spotify:

Apple Music non ancora disponibile

È certamente notevole la ricerca dietro questo secondo album degli Omnia Malis Est, one man band che risponde al nome di Uruk-Hai, compositore e unico musicista qui coinvolto. Anche volendo prendere in esame la musica solo in un secondo momento, vale davvero la pena di spendere qualche riga sul concept: una ricerca antropologica e storica sulla terra d’origine dell’autore, la Lucania naturalmente, incentrata sul decennio ’50-’60, infarcita di citazioni, poesie, canti popolari, recitazioni, con dei testi scritti con sapienza e vena poetica (in italiano e dialetto), ben spiegati grazie ad un libretto esaustivo e che davvero rende l’opera d’interesse anche prima di passare all’ascolto.
E poi, per fortuna, c’è anche la musica!
Detto questo, infatti, possiamo approcciare quello che si rivela essere un ottimo disco di pagan metal, dove una base prettamente black non nega una propria essenza melodica ed epica, con un gusto piuttosto evidente nella strutturazione di canzoni di senso compiuto e ragionato, che nella foga del racconto vanno a riconoscere le diverse parti di ogni vicenda qui narrata, le quali pur avendo un’unica linea di pensiero ci sembrano essere piccole storie a se stanti piuttosto che capitoli di un unico canovaccio; un peregrinare all’interno di una delle terre più misteriose e aspre del nostro paese, in cui rituali antichi e tradizioni secolari restano ancora un pezzo importante del vivere (e del morire).
Gli Omnia Malis Est hanno saputo scrivere un bel pezzo di metal violento e assieme atmosferico, che ci riporta alla mente, concettualmente, gli Ulver di “Bergtatt”, mentre in senso più strettamente musicale si va a prendere in mano un po’ di scuola scandinava in ambito black (ci viene in mente qualcosa degli Immortal più epici, gli Enslaved, ma anche i Dissection), non senza un piglio est-europeo nell’utilizzo delle chitarre, con qualche vagito thrash che spunta qua e là durante l’ascolto, in generale con una prova più che convincente.
Insomma, sebbene la base sembri essere a primo ascolto prettamente black, l’epicità del contesto ci riporta ad un extreme metal a tutto tondo con connotazione folk, che ben si adagia sulle note del nero metallo per veicolare un messaggio affascinante ed arcano. Lavoro decisamente consigliato.

 

TRACKLIST

  1. A vije du lamient
  2. Battesimo nel vino
  3. Sette anni
  4. Crisi del cordoglio
  5. Stabat Mater Dolorosa
  6. La messa dei morti
  7. Lucania
  8. Desiderium
  9. Amore
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.