OMNIVORE – Omnivore

Pubblicato il 02/02/2014 da
voto
7.0
  • Band: OMNIVORE
  • Durata: 00:32:43
  • Disponibile dal: 13/01/2014
  • Etichetta: Unspeakable Axe Records
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Da Varese, a voi il debutto su lunga distanza degli Omnivore, band che – a quanto pare – risulta attualmente essere in pausa: probabilmente questo si deve al suo essere una “accolita” di militanti della scena crossover-thrash locale, tuttavia rimane un peccato, perché il loro debutto autointitolato è decisamente gradevole; si tratta di death-thrash vecchi(ssim)a scuola, suonato bene, senz’altra pretesa di prendere tutto a calci (che, per quanto ci riguarda, dovrebbe essere l’intento base di tutti coloro che si dedicano a questo genere). Da un punto di vista prevalentemente stilistico potreste immaginare un incontro sonico tra i primi Massacre e i primi Kreator, sporcati da qualche chorus hardcore: in generale, dunque, l’idea portante di questo lavoro pare essere la costruzione di un ipotetico “ponte” tra la Florida del death metal e la Germania del thrash metal; in tale contesto anche il cantante sembra volersi muovere (in modo convincente, diremmo) tra il Dave Vincent di “Altars Of Madness” e la versione giovane di Mille Petrozza. Tutti i brani di questo lavoro esibiscono una certa comune compattezza, che si fonda sull’elargire fitte, veloci e affilatissime rasoiate su ritmiche secche, quando dritte, quando più strutturate (ascoltate “Nothing More Than Dust”, non a caso il pezzo più lungo); d’altra parte, però, l’aspetto compositivo che convince di più è la varietà dei riff, capaci di pescare (con sufficiente dose di reinterpretazione) dai repertori più estremi di tutti gli anni ottanta e di imprimere al songwriting variegatura ed efficacia. In definitiva “Omnivore” è un lavoro che assiema pezzi di qualità, procedendo sguaiato e violento, gagliardo e baldanzoso: pazienza se non viene detto niente di veramente nuovo.

PS: La produzione è potente, sporca al punto giusto e ossequiosa di una tradizione che viene rinverdita dalle moderne tecnologie: ci sentiamo di fare un plauso al bassista, perché riesce ad aggiungere incisività al suono di questa band.

TRACKLIST

  1. Intro
  2. Dead
  3. Trust
  4. I Hope The War Comes
  5. Hypochrist
  6. Nothing More Than Dust
  7. Omnivore
  8. Arise (Sepultura cover)
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