6.0
- Band: ONCE HUMAN
- Durata: 00:45:16
- Disponibile dal: 11/02/2022
- Etichetta:
- earMusic
Terzo disco in studio per gli Once Human, band di Logan Mader (Machine Head, Soulfly) e della compagna Lauren Hart. Da sempre famiglia estesa dei Machine Head i Nostri non rinunciano al privilegio, coinvolgendo direttamente Robb Flynn nel pezzo che farà presumibilmente da traino all’intero disco: “Deadlock” è un bel pezzo dal riff schiacciante, dominato dal ruggito del frontman di Oakland che vince facile giocando su territori familiari agli Head Cases. Quando il supporto vien meno, però, la merda tende a venir a galla. Come nei dischi precedenti “Scar Weaver” alterna canzoni melodeath riusciti ma mai sopra le righe, con momenti confusi e disorientanti. Nel primo insieme troviamo l’opener “Eidolon”, “Where The Bones Lie” e “We Ride”, che sono poi i brani più tirati e tutto sommato coinvolgenti, dove i musicisti si trovano a proprio agio in un death melodico e moderno, ancora una volta tra Scar Symmetry e Devildriver. Se la situazione si diversifica e i BPM rallentano qualche ingranaggio si però incastra irrimediabilmente: la titletrack come “Cold Arrival” hanno riff interessanti ma lo svolgimento è sgraziato, poco ispirato, noioso. In pezzi come “Deserted” invece la confusione regna sovrana, col basso che sferraglia e la vocalist che tenta di creare del pathos con un cantato melodico bene eseguito ma totalmente fuori contesto. Non è tutto da buttare ovviamente, infatti con tutta probabilità gli Once Human continueranno il loro compito di gregari supportati in primis dai fan della bella ‘fitness freak’ al microfono, ma ad una tappa critica come il terzo album in studio ci vien da dire che la band non ha ancora gettato fondamenta solide per la propria carriera e per il proprio percorso artistico.
