ONDSKAPT – Grimoire Ordo Devus

Pubblicato il 09/12/2020 da
voto
7.0
  • Band: ONDSKAPT
  • Durata: 00:58:21
  • Disponibile dal: 27/11/2020
  • Etichetta:
  • Osmose Productions
  • Distributore: Audioglobe

Spotify:

Apple Music:

“Non è morto ciò che in eterno può attendere”, scriveva H.P. Lovecraft nel celebre racconto “La città senza nome”. Un passaggio che, a fronte delle tempistiche e del modus operandi finora adottato dagli Ondskapt in carriera, si presta ad essere rispolverato anche per questo agognato comeback discografico, giunto tra noi senza particolari clamori a ben un decennio di distanza dal precedente (nonché apprezzatissimo) “Arisen from the Ashes”. Un lasso di tempo enorme, nel quale la line-up del gruppo è stata completamente ricostruita attorno alla figura del cantante/chitarrista Acerbus (oggi spalleggiato da ex e attuali membri di Degial, Marduk e Mephorash), ma che a conti fatti non si può certo dire abbia portato con sé novità stilistiche o dissipato la proverbiale malvagità del progetto di Stoccolma.
Fin dal titolo, “Grimoire Ordo Devus” si inserisce perfettamente nel solco scavato dalle precedenti release e dalla loro commistione di sonorità e pensieri satanici; un ordito riconducibile alla scena svedese di Watain, Valkyrja e Ofermod nel giro di pochissimi secondi, in cui il messaggio non risulta essere meno importante della musica e dove quest’ultima si agita incessantemente in un maelstrom di sfuriate parossistiche, digressioni sulfuree e atmosfere mortifere, con la produzione del ‘solito’ Tore Stjerna a fungere da ulteriore elemento di continuità con il passato. Un’opera tutt’altro che difficile da inquadrare, ma che non per questo richiede una scarsa dose di impegno all’ascoltatore nell’affrontarla, complici una durata corposa (poco meno di sessanta minuti) e un songwriting che non concede molti punti di riferimento durante il suo incedere diabolico e frastagliato.
Approfondendo meglio il discorso, un filo di confidenza è stato senza dubbio perso rispetto al suddetto lavoro del 2010, con sezioni molto tirate che – soprattutto nel finale di tracklist – tendono a confondersi tra loro e a non raggiungere i picchi autorevoli di brani come “Semita Sinistram”, “Ascension” e “Devotum in Legione”, ciononostante la classe e il feeling dannato possono essere definiti quelli di sempre, frutto di una visione del black metal che a questi musicisti calza come una seconda pelle. La speranza ora è che gli Ondskapt non si complichino nuovamente la vita da soli, dando continuità a quello che, preso atto di qualche lieve sbavatura, è un ritorno più che degno di nota.

TRACKLIST

  1. Prelude
  2. Semita Sinistram
  3. Ascension
  4. Devotum in Legione
  5. Animam Malum Daemonium
  6. Opposites
  7. Paragon Belial
  8. Possession
  9. Old and Hideous
  10. Excision
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.