ONE MAN ARMY AND THE UNDEAD QUARTET – The Dark Epic

Pubblicato il 15/03/2011 da
voto
6.0

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Dopo tre album nel giro di tre anni, gli One Man Army And The Undead Quartet si sono presi decisamente più tempo per comporre e registrare il nuovo “The Dark Epic”; i nostri nel frattempo hanno anche cambiato il chitarrista solista, sostituendo Mikael Lagerblad con Mattias Bolander. Il titolo scelto per la quarta fatica dei ragazzi stuzzica la fantasia e lascia intendere che i ragazzi abbiano voluto inserire sopra il loro death thrash groovy e melodico delle sovrastrutture oscure ed epiche; dopo l’ascolto dell’album possiamo dire che in effetti qualche piccolo segno di cambiamento c’è stato, ma niente di davvero sostanziale che possa fare deviare la band dal proprio percorso. Diciamo che queste nuove accortezze hanno fatto si che “The Dark Epic” sia uscito meno groovy e divertente dei precedenti episodi e metta in mostra un mood più cupo e profondo che in alcuni episodi funziona discretamente ma che però rende l’ascolto dell’insieme particolarmente pesante. Infatti, se da un lato gli One Man Army sono abili costruttori di mid tempo e padroneggiano piuttosto bene anche il thrash d’oltreoceano (rivisitato ovviamente in chiave scandinava), dall’altro si dimostrano una volta di più dei songwriter assolutamente non convincenti, derivativi e poco ispirati. La riprova la si ha sin dal primo ascolto, se consideriamo che i brani che vanno dalla seconda traccia “The Zombie Syndrome (Of Acid & Man)” alla settima (“Devil’s Harlot”) sono praticamente tutti identici, cantati da Lindstrand nello stesso identico modo e tutti guidati da cupi riffoni thrash dietro ai quali si sentono benissimo le influenze degli Anthrax di “Persistence Of Time” e dei Metallica di “And Justice For All”. L’incedere delle canzoni poi ricorda una versione in mid tempo degli Impious, band alla quale i nostri sono sempre stati legati a doppio filo. L’opener “Stitch” si segnala per un break epic doom importante e ben costruito, mentre la title track è un lungo brano quasi completamente strumentale dove in effetti vengono a galla le velleità epiche e darkeggianti paventate dal titolo. Plaudiamo agli One Man Army per avere tentato di evolvere il proprio sound verso lidi in precedenza mai sfiorati, ma ormai, dopo quattro album, abbiamo la certezza quasi assoluta che ai ragazzi manchi quel quid che permetterebbe loro di piazzare una zampata importante, anche e soprattutto in un genere molto inflazionato come quello da loro proposto.

TRACKLIST

  1. Stitch
  2. The Zombie Syndrome ( Of Acid & Man )
  3. Inside The Head Of God
  4. Sandman Apocalypse
  5. The Pleasures Of Slavery
  6. Skeletons Of Rose Hall
  7. Devil's Harlot
  8. Dark Epic
  9. How I Love To Kill You
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