ONE TAIL, ONE HEAD – Worlds Open, Worlds Collide

Pubblicato il 26/10/2018 da
voto
7.5
  • Band: ONE TAIL ONE HEAD
  • Durata: 00:46:20
  • Disponibile dal: 05/10/2018
  • Etichetta: Terratur Possessions
  • Distributore:

Ci sono voluti dodici anni dall’anno della loro formazione, ma gli One Tail, One Head tagliano oggi il fondamentale traguardo del primo full-length album, rilasciato ancora da Terratur Possessions che da sempre segue con grande attenzione gli sviluppi della band norvegese. Nonostante la pubblicazione di solo materiale demo ed EP infatti, il quartetto ha saputo espandere a dovere il suo nome nel corso degli anni, portando le sue gesta sulla bocca di molti appassionati di black metal underground e creando un certo alone di interesse e curiosità verso questa uscita di lunga durata. Dal canto loro, i musicisti di Trondheim arrivano alla pubblicazione del nuovo materiale con anni di attività live ed in studio sulle spalle, permettendo loro di rilasciare un prodotto in realtà già piuttosto evoluto e studiato, rispetto a quanto sentito in passato. A partire dalla produzione, più profonda e meno essenziale, arrivando ad un lato compositivo più vario e meno istintivo, “WO,WC” mostra una band per certi versi trasmutata rispetto ai sordidi inni black’n’roll a cui ci avevano abituato, aggiungendo una forte componenti spiritualistica e melodica che ricorda da vicino i riusciti esperimenti degli ultimi Taake e di una certa corrente norvegese attenta a rimarcare con vigore la pesante eredità del black metal nazionale nel suo DNA, pur attualizzandolo secondo parametri e contesti anche diversi. L’andamento sbilenco di “Arrival, Yet Again”, la studiata evoluzione melodica di “Stellat Storm” e la sinuosa progressione della lunga “Summon Surreal Surrender” ad esempio, reclamano sicuramente il loro giusto grado di originalità, che unite ai risvolti più misterici di “Sordid Sanctitude” mostrano le soluzioni più contaminate elaborate dai One Tail, One Head, che non si scordano però il gusto per il sanguigno ed il ferale nei passaggi tirati di “Rise In Red”, “Firebirds” e nel ri-arrangiamento della titletrack, brano presente in realtà già nella primissima uscita discografica della band: come si evince infine, il serpente che azzanna la sua coda, segno di eterno ritorno all’interno di un’evoluzione, ha un valore anche concettuale e non solo simbolico in questo caso, permettendo forse di fornire una chiave di lettura con cui interpretare del materiale che altrimenti, pur nella sua genuina e ribelle concezione, potrebbe finire per sembrare a tratti un po’ confusionario o pretenzioso nel voler intraprendere un percorso troppo esteso rispetto ai mezzi in possesso della band. Si osa forse fin troppo in alcuni frangenti, finendo per perdere mordente in momenti poco appropriati, ma in generale la linea intrapresa dai One Tail, One Head mostra la volontà di esplorare senza ritegno gli oscuri angoli della composizione senza perdere per questo lo spirito goliardico e rock’n’roll che ne marchia indissolubilmente i tratti primordiali, qualità questa che merita la giusta dose di rispetto se realizzata secondo questi termini.

TRACKLIST

  1. Certainly Not
  2. Arrival, Yet Again
  3. Worlds Open, Worlds Collide
  4. Stellar Storms
  5. An Utter Lack Of Meaning, Hitherto Unbeknownst, Suddenly Revealed
  6. Firebirds
  7. Sordid Sanctitude
  8. Rise In Red
  9. Passage
  10. Summon Surreal Surrender
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