ONELEGMAN – Do You Really Think This World Was Made For You?

Pubblicato il 22/01/2016 da
voto
7.0
  • Band: ONELEGMAN
  • Durata: 00:33:58
  • Disponibile dal: 12/10/2015
  • Etichetta: Buil2kill Records
  • Distributore: Audioglobe

I reggiani Onelegman hanno impiegato un po’ di tempo per ripresentarsi sulle scene italiche ed internazionali dopo il sufficientemente discreto esordio datato 2011 ed intitolato “The Crack”. Poco più di quattro anni sono passati, infatti, dalla release del debut-album a quella di questo comeback discografico, che mostra, da un lato, una continuità stilistica adatta a mantenere intatte l’originalità e la particolarità della band e, d’altra parte, una chiara volontà di maturare e progredire in organicità e capacità di colpire l’ascoltatore con melodie dirette e davvero con pochissimi fronzoli. E’ facile ma al contempo difficile identificare il sound promulgato dai Nostri oggigiorno, in quanto molte sono le formazioni che vengono in mente durante la fruizione di “Do You Really Think This World Was Made For You?” ma, altresì, gli Onelegman hanno comunque la viva peculiarità di suonare personali, schietti e coraggiosi, senza bisogno di nascondere le proprie influenze o di rinnegare la propria identità. Accompagnato da una cover che colpisce forte l’occhio, come del resto era fuori standard quella di “The Crack”, ancora basata su sfumature di bianco, (poco) rosso e nero, e con un simbolico fenicottero sanguinante ben in centro all’artwork, il nuovo disco di Cristian Ceccardi & Co. è un conciso raccoglitore di episodi modern metal molto ammiccanti verso il rock duro più americano. La produzione è perfetta, rotonda, pulita, quasi platinata e forse un po’ troppo curata, ma fatto sta che dai solchi del CD la musica esce fuori bella potente e grassa. E la tracklist, tra riff hard rock più o meno riciclati, assoli di buon gusto e travolgenti, un groove sempre presente e al passo coi tempi e una ricerca vocale messa assolutamente in primo piano…la tracklist, dicevamo, scorre via con gran fluidità e divertimento, dotata anche di una sintesi perfetta e forse fin troppo minimale per una pubblicazione di questo genere. La varietà dei riferimenti di cui scrivevamo sopra spazia realmente attraverso molti nomi, partendo dagli ultimi In Flames – molti pezzi ci hanno ricordato l’approccio della band svedese su “Siren Charms” o “Sounds Of A Playground Fading”, ad esempio – passando dai Metallica di “Load” e “Reload”, fino ad arrivare a Meshuggah e Devin Townsend, nella deliziosa opener “Freak”, oppure lo stesso Townsend e i System Of A Down nella successiva e anthemica “Onelegdance”, orecchiabile marcetta tutta da fischiettare. Manca un bel po’ di aggressività, nel computo generale con cui andiamo a giudicare la band: la voce quasi costantemente pulita e melodica (un pregio per molti, di sicuro!) appiattisce vagamente le possibilità espressive del combo, ma bisogna dire che la performance di Cristian Ceccardi è favolosa e determina un trade-mark di riconoscibilità per il gruppo. Alcune tracce – “Sacred Love”, “One Step Back” e “Deconstruction” su tutte – sono dotate di un appeal radiofonico piuttosto evidente, attributo che in effetti è estendibile alla totalità delle canzoni, sebbene le stesse non siano esattamente di immediatissima fruizione, bensì necessitino di una manciata di ascolti attenti per carpirne ogni sfumatura. “Do You Really Think This World Was Made For You?”, amara riflessione/denuncia sulla fugacità dell’Uomo di fronte ad eventi cataclismici naturali – nel caso degli Onelegman, il terremoto in Emilia-Romagna accaduto nel maggio del 2012 – è quindi un lavoro altamente soddisfacente e piacevole, pur mostrando ancora tanti ampi margini di miglioramento per un combo che, d’ora in avanti, non va per nulla sottovalutato. Dose d’adrenalina, esplosiva e indolore.

TRACKLIST

  1. Freak
  2. Onelegdance
  3. Bricks And Concrete
  4. Sacred Love
  5. Rundown
  6. Colors
  7. Deconstruction
  8. Obey
  9. One Step Back
  10. This Is Not The End
1 commento
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