ONELEGMAN – The Crack

Pubblicato il 17/09/2011 da
voto
6.5
  • Band: ONELEGMAN
  • Durata: 00:31:39
  • Disponibile dal: 16/05/2011
  • Etichetta: Buil2kill Records
  • Distributore: Audioglobe

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Onelegman, monicker originale, poco riconducibile a sottogeneri e per certi versi sinistro; “The Crack”, titolo semplice da ricordare, diretto e deciso; un cover artwork che spicca per essere una fotografia dal soggetto truce e folle, ma allo stesso tempo accattivante e incuriosente; disco curato dalla DysFUNCTION Productions, società messa in piedi da Logan Mader, ex-Machine Head e rinomato producer, Jonny Santos, vocalist degli Spineshank, e Tue Madsen, super-produttore danese attivo su mille fronti. Le premesse per un figurone di questa band nostrana – di Reggio Emilia, per la precisione – quindi sono al completo. Eppure, nel loro esordio intitolato appunto “The Crack”, non tutto è perfetto come sembra, sebbene l’album sia molto piacevole da ascoltare e vada giù con leggiadria e facilità. Gli Onelegman – quartetto che si cela sotto divertenti pseudonimi, fra i quali assegniamo al chitarrista Chicken Breast la palma di più ironico – sono un gruppo trasversale ed eclettico, che senza alcuna paura spazia attraverso diverse sonorità, partendo dall’hard-rock sanguigno e groovy, venandolo di blues in qualche passaggio e accerchiandolo completamente di richiami al nu-metal, ai System Of A Down, al post-grunge e a qualche entità più metallica da sempre modernaiola e aperta alle contaminazioni (Fear Factory, ad esempio). I suoni di “The Crack” sono davvero curatissimi, così come le parti vocali di Chupacabra, agile nell’interpretare bene i diversissimi mood delle nove tracce contenute nel platter. La multidirezionalità che sembrano avere abbracciato gli Onelegman non è un problema, in quanto i ragazzi sono bravi a mantenere un fil rouge ben evidente in tutte le composizioni; assieme alla scarsità del minutaggio, a frenarci parecchio nel nostro giudizio è però la forte sensazione di già sentito che quasi tutti i brani si portano dietro. “Black Lamb” e “Vortex”, ad esempio, devono troppo ai System Of A Down per piacere completamente, così come “ENN” sa di Disturbed, “Naked Heart” di Foo Fighters e “Tomorrow Morning Impression” ci ricorda i Metallica più hard-rockeggianti. Tanti, insomma, sono gli spunti che portano alla mente altre formazioni e per questo i Nostri dovrebbero sudare maggiormente sul songwriting, cercando, come del resto nell’ottima “Dream On” ci riescono, di mettere più personalità in fase compositiva. Come scritto sopra, “The Crack” ci piace assai ma con i mezzi degli Onemanleg probabilmente si potrebbe ottenere molto di più. Potenziale da sfruttare.

TRACKLIST

  1. See That Truth
  2. The Crack
  3. Naked Heart
  4. ENN
  5. Black Lamb
  6. Dream On
  7. Prisons
  8. Vortex
  9. Tomorrow Morning Impression
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