ONLYDUST – Odissey

Pubblicato il 19/04/2013 da
voto
7.5
  • Band: ONLYDUST
  • Durata: 00:39:40
  • Disponibile dal: 06/12/2012
  • Etichetta:
  • Distributore: Myo Agency

Solo con le urla si possono esprimere certi sentimenti, questo sembrano dirci i milanesi Only Dust, con una musica che sembra implorare la salvezza, romanticamente e titanicamente ribellandosi al cielo e pregando rabbiosi per un perdono. Il metalcore violento dei ragazzi arriva direttamente all’obiettivo, e questo “Odissey” li presenta al pubblico con tutta la loro potenza espressiva. Non è certo scontato presentare un disco così ben prodotto e così deciso , che, pur non uscendo dai canoni del genere riesce comunque, per la sua buona produzione ed esecuzione, ad essere incisivo e piuttosto personale. “Black Velvet” è una opener assolutamente incisiva e riuscita che alterna una potenza post-hardcore ad un cantato alla Corey Taylor (quello mascherato, non quello dei Sour) arrivando diritto a comunicare il messaggio di “Odissey”.  Nella seconda “Oxygen” viene fuori anche il cantato pulito di Alessandro Contini, che alterna ottimamente melodia e rabbia in questa lovesong moderna: “It’s time to wake up my old friend”… siamo sopravvissuti a tutto questo, ci dicono gli OnlyDust in “Tide Hands”, e questo basta per inneggiare, come possiamo, alla vita che abbiamo ancora tra le mani, sebbene legate. Il nostro grido: speranza, un po’ velata, ma sicuramente rappresentativa del clima giovanile-ambrosiano che vuole ancora lottare, e non semplicemente fuggire da un posto nel quale non ci si sente più rappresentati. E per coloro che ancora credono, ecco arrivare poi “Song For The Believers”. Il disco scorre complessivamente senza particolari momenti deboli, mantenendo un sincero standard di più che discreta intensità dei brani. “Taste Of You” spezza il disco con il suo incedere melodico e la sua chitarra acustica, una lovesong dal cuore tenero, eppur velata di quella malinconia con cui “Odissey” si riveste e si nasconde, un momento di intimità ben strutturato nella tracklist, che permette una (pausa di) riflessione. Il discorso-percorso di “Odissey” prosegue senza troppi smottamenti né momenti negativi: notevole intensità è rappresentata dalla nona traccia, “No TradeOff”. Insomma, se ci limitiamo a presentare un nuovo disco di post-hardcore, metalcore, di sangue italiano ma condito di influenze USA, forse non rimaniamo colpiti da questo prodotto e tutto scorre via dopo l’ascolto delle prime due tracce. Se invece cerchiamo di valutare questo “Odissey” per quello che invece trasmette, o tenta di trasmettere, allora non possiamo che stringere la mano agli OnlyDust per aver saputo dire qualcosa. Che in questo mare di uscite non è certo cosa da poco.

TRACKLIST

  1. Black velvet
  2. Oxygen
  3. Tide hands
  4. Song for believers
  5. Fragile
  6. Taste of you
  7. Heaven in her arms
  8. All my demons
  9. No tradeoff
  10. Try.fail.repeat
  11. Odyssey
1 commento
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