OPERA DIABOLICUS – Death On A Pale Horse

Pubblicato il 23/11/2021 da
voto
8.0
  • Band: OPERA DIABOLICUS
  • Durata: 00:59:08
  • Disponibile dal: 26/11/2021
  • Etichetta:
  • Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

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Gli Opera Diabolicus sono un duo particolare proveniente dalla Svezia che, con “Death On A Pale Horse”, firma il suo secondo lavoro, arrivato a distanza di quasi dieci anni dal precedente “1614”, pubblicato nel 2012. David Grimore (chitarra/tastiere) e Adrian De Crow (basso) scelgono un approccio di comunicazione diverso dal solito: non due stretti collaboratori che si completano a vicenda, ma piuttosto due antagonisti, con personalità che esprimono il massimo del proprio potenziale nella loro sfida continua. Un concetto ben rappresentato anche dalle foto promozionali che li vedono impegnati in una partita di scacchi, o pronti a spararsi a vicenda in un duello d’altri tempi.
Una bella messa in scena, quindi, che nasconde invece una realtà molto solida, con i due musicisti a collaborare strettamente per la realizzazione di un lavoro che ci ha stupito per qualità e fantasia, pur muovendosi all’interno di canoni musicali ben noti e rodati. Gli Opera Diabolicus, infatti, si inseriscono nel calderone del cosiddetto horror metal, mescolando con sapienza le atmosfere sinistre di King Diamond, unite all’epica oscura dei Candlemass, senza dimenticare la maestosità dei Therion, per poi allontanarsi fino a sonorità care ai Kamelot. Viste le premesse, non stupisce la presenza di numerosi ospiti che provengono proprio da molte delle realtà citate: abbiamo quindi Mats Levén ad occuparsi di gran parte delle parti vocali; troviamo un paio di interventi solisti di adopera di Andy La Rocque e Michael Denner, mentre la batteria è suonata da Snowy Shaw, che si occupa anche di alcuni passaggi vocali. A loro aggiungiamo poi una pletora di musicisti aggiuntivi, che comprendono le voci femminili di Madeleine Liljestam (Eleine) e Angelina Del Carmen (Charetta), e ancora tastiere, violini, partiture orchestrali e vi dicendo. Un’opera maestosa, dunque, che ci ha lasciato pienamente soddisfatti.
Nell’album troviamo quindi brani più diretti e graffianti come i due singoli, “Bring Out Your Dead” e “Darkest Doom On The Brightest Day”, ma dove la band eccelle è proprio nelle composizioni più enfatiche e stratificate, come la splendida “Second Coming”, che sintetizza al suo interno tutto il mondo musicale degli Opera Diabolicus, con un equilibrio ed un talento ineccepibili. Eccellenti anche i passaggi in cui la band rallenta, giocando su atmosfere quasi folk, che si alternano a monolitici passaggi doom, come in “Siren’s Call”, uno dei brani migliori dell’album, oppure in “Little Sister”, composizione acustica a metà strada tra un musical dell’orrore a là “Sweeney Todd” ed un incubo di Alice Cooper. Non ci sono cali di tensione o brani da scartare, ma ci preme sottolinearne almeno un altro, “At Nighttime”, posto in conclusione, che si staglia sul resto dell’album con un’oscura malignità perfettamente calata nelle atmosfere dell’album.
Insomma, un lavoro eccellente, impreziosito da una copertina tra le migliori che ci sia capitato di vedere da un po’ di tempo a questa parte e che potrebbe piacere sia a chi proviene da sonorità classiche, sia a chi non disdegna avventurarsi in territori più estremi e sinistri. Speriamo solo di non dover aspettare un altro decennio per poter ascoltare la prossima sfida tra David Grimore ed Adrian De Crow.

TRACKLIST

  1. Listen Everybody
  2. Bring Out Your Dead
  3. Second Coming
  4. Siren's Call
  5. Darkest Doom On The Brightest of Days
  6. A Song Of Detestation
  7. Little Sister
  8. Night Demon
  9. At Nighttime
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