OPERA IX – Veneficium

Pubblicato il 12/05/2026 da
voto
7.5
  • Band: OPERA IX
  • Durata: 00:57:24
  • Disponibile dal: 22/05/2026
  • Etichetta:
  • Edged Circle Productions

E’ sempre un piacere avere a che fare con un nuovo lavoro dei blackster piemontesi Opera IX, anche perché questo avvenimento, negli ultimi anni, si è configurato sempre di più come un autentico evento.
Dopo l’abbuffata di uscite vissuta a cavallo fra gli anni Novanta e i primi Duemila – con ben cinque full-length pubblicati fra il 1994 e il 2004 – i Nostri, per varie vicissitudini, hanno centellinato (a dir poco) la loro presenza sul mercato, con tre soli album di inediti rilasciati nel corso degli ultimi ventidue anni.
I numerosi cambi di line-up che hanno fin qui costellato la carriera degli Opera IX (a partire dallo split, avvenuto nell’ormai lontano 2001, con la leggendaria Cadaveria, cantante che aveva marchiato a fuoco i primi anni di vita della formazione biellese) non hanno di certo favorito la continuità produttiva dei Nostri, mentre più oscure restano le ragioni di alcune critiche mosse al loro operato da un certo punto in poi del loro percorso artistico (probabilmente ascrivibili, almeno in parte, alla difficoltà, da parte del pubblico e di parte della critica, di accettare cambiamenti all’interno di formazioni ritenute ‘storiche’).

Al di là di alcune variazioni sul tema – come i sentori epic black di “Anphisbena” o la preponderante impronta tastieristica del poco celebrato “Strix-Maledicatae In Aeternum” (entrambi cantati dal compianto M., venuto poi a mancare nel 2017) – il peculiare black-death metal profondamente intriso di rimandi occulti e pagani degli Opera IX non ha, infatti, mai abdicato nella diffusione del suo messaggio oscuro e magistico, sempre sotto la guida attenta dello storico chitarrista (nonché guida concettuale e spirituale del progetto) Ossian.
Il ritorno di una figura femminile dietro al microfono, con l’ingresso in formazione prima di Abigail Dianaria, nel 2014, e poi dell’attuale cantante Dipsas Dianaria, nel 2018, sembrava aver rimesso in qualche modo le cose a posto dal punto di vista della ‘tradizione’, il tutto corroborato dalla pubblicazione prima della bella compilation di brani storici ri-registrati, “Back To Sepulcro”, nel 2015, e poi dal ben accolto “The Gospel” nel 2018.
E’ quindi con una certa trepidazione che ci accingiamo all’ascolto di questo nuovo “Veneficium”, ansiosi di scoprire su quali oscuri sentieri la band voglia condurci i questa occasione.
Com’è facile intuire fin dal titolo e dall’artwork di copertina, ci troviamo al cospetto di un concept incentrato sulla mortifera arte magica velenifera, concept in cui la figura femminile, così come le connotazioni ‘naturalistiche’ cui da tempo gli Opera IX ci hanno abituati, rivestono un ruolo assolutamente centrale e preponderante.

Ad aprire le danze, dopo l’oscura e ammaliante intro recitata “Gratidia”, ci pensa la funerea, cupa e magniloquente “Vacatio Mortuorum”: fin dai primi movimenti di questo brano possiamo constatare quanto le tastiere, affidate al nuovo entrato Velum, rivestano ancora un ruolo molto importante nell’economia del ‘suono Opera IX’, sebbene la parte del leone la facciano comunque le trame chitarristiche intessute dal buon Ossian, abile tanto nella stesura dei densi e corposi riff che da sempre caratterizzano lo stile dei Nostri, quanto nell’intreccio di efficaci melodie dai toni ora luttuosi, ora sacrali ed esoterici (in questo caso, con richiami non certo velati alla celebre “Marche Funèbre” di Chopin, quanto mai adatta alle atmosfere che il brano intende evocare).
La composizione si dipana attraverso uno sviluppo piuttosto dinamico, passando dall’iniziale andamento cadenzato e soffocante a successive evoluzioni che vedono i Nostri schiacciare decisamente sul pedale dell’acceleratore, confezionando così un pezzo che fa dell’intensità emotiva ed esecutiva i suoi punti di forza: stilisticamente collocabile fra l’enfasi immaginifica di “The Gospel”, il tenebroso impatto di “Maleventum” e gli eleganti drappeggi occulti di “The Black Opera”, “Vacatio Mortuorum” si palesa infatti come un brano decisamente rivelatore di quella che sarà la direzione dell’intero album, a partire da un’architettura sonora leggermente meno sfaccettata ed ‘elegiaca’ rispetto al recente passato e una netta valorizzazione degli aspetti più tenebrosi, feroci, pagani e occulti del sound della band (come ben sottolineato dalla riuscita cover della celeberrima “Black Sabbath” piazzata sul finale del disco), il tutto esaltato e sottolineato da una produzione densa, penetrante e organica al punto giusto.
Risulta infatti difficile sfuggire alle ammalianti quanto letali spire di brani quali “Saturni Arcanum” o “Asphodelios”, così come dalle intriganti suggestioni pagan/folk di pezzi come “Saltatio Corvi” o della title-track, mentre è l’impatto a farla da padrone in brani dalla marcata impronta old-school (con ovvi rimandi al periodo “The Call Of The Woods”/ “Sacro Culto”) quali “Hortus Sagae” o “Defixiones”.
L’impressione generale che si ricava dall’ascolto di questo “Veneficium” è che gli Opera IX abbiano voluto, in questo caso, recuperare in parte le suggestioni che avevano animato i loro primi anni di attività rileggendoli alla luce delle esperienze fin qui accumulate nel corso del loro lungo cammino, non con intento nostalgico, bensì col desiderio di guardare avanti ben consapevoli della propria essenza primigenia.

Il risultato è un album solido, intrigante e impetuoso (senza dubbio, il più feroce dai tempi di “Maleventum”), che magari non raggiungerà le vette mitologiche dei loro capolavori conclamati – impossibile, infatti, replicare il quid pionieristico e la meraviglia di un percorso musicale ancora tutto da scoprire che donavano a quelle opere il fascino che le ha rese immortali – ma che potrebbe altresì riavvicinare molti fan della prima ora alla formazione piemontese, senza peraltro frustrare il ‘desiderio di evoluzione’ dei seguaci che hanno vissuto con entusiasmo ogni nuova tappa della storia dei Nostri dagli albori ad oggi.
Con questo “Veneficium” gli Opera IX confermano, una volta di più, una centralità all’interno della scena black metal nostrana (e non solo) che la lunga assenza dalle scene sembrava poter mettere in discussione, forti di un percorso che, fin dal 1988, continua a vederli fra le realtà più ispirate, personali e riconoscibili sulla piazza, frutto di una dedizione al proprio messaggio artistico e filosofico con ben pochi eguali nella storia della Nera Fiamma.
Gli Opera IX sono il passato, il presente e (si auspica) il futuro del black metal più esoterico, occulto e pagano, soprattutto se questo nuovo album saprà essere il preludio di un percorso meno discontinuo e frammentario di quello vissuto dalla band negli ultimi anni.
Per ora, godiamoci questa appagante raccolta di sortilegi nuovi di zecca.

TRACKLIST

  1. Gratidia
  2. Vocatio Mortuorum
  3. Saturni Arcanum
  4. Saltatio Corvi
  5. Hortus Sagae
  6. Sagana
  7. Defixiones
  8. Veneficium
  9. Asphodelios
  10. Veia
  11. Black Sabbath
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.