OPIUM WARLORDS – Nembutal

Pubblicato il 10/12/2020 da
voto
7.0
  • Band: OPIUM WARLORDS
  • Durata: 01:13:07
  • Disponibile dal: 04/12/2020
  • Etichetta:
  • Svart Records

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Sami Albert Hynninen, meglio conosciuto come Albert Whitchfinder, si muove da sempre in territori musicali ostici almeno quanto le tematiche che affronta. Se i Reverend Bizarre sono certamente il gruppo che l’ha reso noto al pubblico doom metal, sono svariati i progetti (passati e tuttora in attività) che lo vedono partecipe o leader indiscusso, dentro e fuori dai confini del metal, dalla power electronics al black metal.
Opium Warlords è appunto una delle sue tante dirette emanazioni: drone-doom decisamente non canonico, più o meno accessibile e melodico, a seconda dei lavori. Questo “Nembutal”, che prende in prestito il nome da un pesantissimo barbiturico tristemente conosciuto per essere utilizzato nelle pratiche di eutanasia, è un disco difficile, un mastodonte da oltre un’ora con al suo interno momenti estremamente riusciti ed altri meno. A prima vista sorprende la scelta di pubblicare in anteprima proprio i due pezzi più lunghi del lotto (che da soli valgono oltre mezz’ora); in realtà l’opener “A Heavy Heart” è senza dubbio il brano migliore: struggente ed epico, qui i riferimenti al passato nei Reverend Bizarre si fanno palpabili, con qualche accenno stoner che stempera leggermente la pesantezza tipicamente finnica dell’atmosfera. Altrove l’elemento prettamente metal è fortemente limitato, come nella sperimentale e avanguardistica “The Destroyer Of Filth”, dall’incedere monotono e inquietante, o totalmente assente, vedi la minimale “Sarah Was Nineteen Years Old”. C’è tanta sperimentazione, che passa per lo spaziare tra generi differenti, utilizzando tecniche vocali molto diverse (dal cantato melodico al parlato recitato, fino al semi-growl) per il non cadere nella cosiddetta ‘forma canzone’. Tutto il disco è pervaso da una dimensione ovattata, rarefatta, molto pesante in alcuni momenti e più sognante in altri: la scelta dei suoni e di alcune soluzioni rumoristiche tradisce un background stilistico che va molto al di fuori del metal, sino a territori che potremmo definire indie low-fi; un mix che si sposa bene con una proposta che è decisamente riduttivo catalogare come semplice drone-doom metal. Bisogna dire però che non tutti i pezzi sono riusciti allo stesso modo e alcuni momenti sembrano poco più che intermezzi (pensiamo a “Perspiring Princess”). Menzione finale alla conclusiva “Xanadu”, che si ricollega idealmente al primo brano e rappresenta l’altro episodio più canonico (sempre con le dovute proporzioni) del lotto, anche se meno incisivo rispetto ad “A Heavy Heart”. In definitiva un disco interessante ma non completamente a fuoco, per ascoltatori decisamente allenati con questo tipo di approccio alla musica.

 

 

TRACKLIST

  1. A Heavy Heart
  2. Threshold of Your Womb
  3. The Destroyer Of Filth
  4. Sarah Was Nineteen Years Old
  5. Solar Anus
  6. Early In The Morning The Body Of The Girl Was Found
  7. Perspiring Princess
  8. Xanadu
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