OPPROBRIUM – The Fallen Entities

Pubblicato il 22/02/2019 da
voto
6.0
  • Band: OPPROBRIUM
  • Durata: 00:41:39
  • Disponibile dal: 22/02/2019
  • Etichetta: High Roller Records
  • Distributore:

Sarebbe sbagliato parlare del nuovo lavoro degli Opprobrium facendo comparazioni con i due seminali lavori di debutto, usciti a nome Incubus, ma è anche vero che ci è impossibile ignorare a priori un confronto anche minimo con due dischi di culto come “Serpent Temptation” e “Beyond The Unknown”. Certo è chei fratelli Howard si portano appresso un bagaglio mica da niente, volendo anche sorvolare sui dischi usciti negli anni 2000 con il monicker odierno (tra cui l’ultimo album di inediti, l’onestamente evitabile “Mandatory Evac”), e lo sanno bene, come confermano anche le continue ristampe dei lavori storici.
Detto questo, veniamo al 2019 e a “The Fallen Entities”. L’album contiene una quarantina di minuti suonati da una band che ne è capace, e che ha capito che non le conviene andare troppo in là da quello che era stato il miglior tentativo di imporsi ai giovani metallari, rimanendo ben saldi nell’ambito del thrash death di fine anni ’80, forse anche un po’ troppo. I richiami con gli esordi sono chiari e ben udibili, laddove il tipico groove degli Incubus andava a riempire gli interstizi di una furia sempre ben cieca e grettamente ferina, benché le parti con un respiro maggiore siano più abbondanti rispetto al blast beat tout court, che non è neanche poi questo gran problema. Il suono è migliorato rispetto ai precedenti dischi di inediti, ma siamo ancora distanti da una bella produzione: la batteria ha un tintinnio fastidiosissimo, e francamente risente di un sound sin troppo digitale. E i brani? Si parte bene e si spera: il tiro di pezzi dove si sente ancora lo spirito che fu, come la opener “Dark Days, Dark Time” o la subito successiva, novantiana e gradevole “Creations That Affect”, va, circa a metà disco, a scontrarsi con l’inutilità lampante di pezzi buttati lì per fare numero – ahinoi – conditi da riff scontatissimi o passaggi anche buoni ma dimenticabili subito dopo aver spento lo stereo. Non mancano dei sussulti, delle aperture thrash che vengono da chi quella scuola l’ha studiata sul posto – e si sente –, qualche azzeccato refrain, come in “Turmoil Under The Sun”, ma è preponderante un senso di smarrimento alla fine di “The Fallen Entities”, tipico di quelle produzioni anche buone ma che hanno gran poco di nuovo da dire. Non terribile, ma ovviamente dispiace non poter dire di meglio.

TRACKLIST

  1. Dark Days, Dark Times
  2. Creations That Affect
  3. Wicked Mysterious Events
  4. The Fallen Entities
  5. Throughout the Centuries
  6. Turmoil Under the Sun
  7. In Danger
  8. Obstructive Behaviour
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