ORACULUM – Hybris Divina

Pubblicato il 02/01/2026 da
voto
7.0
  • Band: ORACULUM
  • Durata: 00:41:22
  • Disponibile dal: 09/01/2026
  • Etichetta:
  • Invictus Productions

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A distanza di quasi dieci anni da due EP che avevano fatto intravedere un certo potenziale, gli Oraculum tornano dalle profondità della scena cilena con “Hybris Divina”, un debutto sulla lunga distanza che conferma la loro posizione all’interno di un panorama death metal in continuo fermento. Del resto, a capo del progetto c’è il chitarrista/cantante Eric Brisso, figura cardine anche dei più affermati Wrathprayer: il legame estetico tra le due realtà è abbastanza evidente, ma altrettanto evidente è la volontà di tracciare una linea di demarcazione stilistica tra i due gruppi.

Se i Wrathprayer si muovono in un territorio spesso votato al caos ritualistico, alla caverna dissonante e all’opacità, gli Oraculum adottano un approccio più terreno. “Hybris Divina” non rinuncia a quel senso di torbidità e sospensione che sovente caratterizza la creatività di Brisso, ma lo incanala in strutture più definite, recuperando codici e stilemi di certo death metal vecchia scuola. Il risultato è un album che vive di un dualismo costante: da una parte l’inquietudine strisciante, dall’altra l’assalto diretto, la volontà di colpire con riff solidi e un groove fangoso che guarda tanto ai Morbid Angel d’annata quanto a quell’area diabolica che più in là negli anni è stata esplorata da band come Imprecation o primi Necros Christos.

Proprio la chitarra, massiccia e granulosa, detta il tono dell’intero lavoro: i brani si muovono entro un raggio espressivo in cui l’ambiguità è cruciale, dove aperture ariose o vagamente dissonanti si chiudono rapidamente in passaggi più secchi, quasi marziali, mentre la sezione ritmica alterna ruggiti tellurici a momenti in cui lascia respirare le atmosfere rituali tipiche di certe correnti underground. È una formula che funziona soprattutto quando il gruppo riesce a mantenere un equilibrio naturale fra i due poli: l’incedere minaccioso delle parti più atmosferiche prepara infatti il terreno a irruzioni improvvise, talvolta persino brutali, in cui la band mostra una padronanza indubbia del proprio linguaggio. Un esempio emblematico arriva con “Carnage”, forse la traccia più diretta dell’album: qui gli Oraculum mostrano senza timore le loro radici death-thrash, dando vita a un brano tutto sommato senza fronzoli, basato su un riffing incalzante che richiama le forme più sfrontate del genere, pur senza perdere il gusto per quell’aura di malignità che permea l’intero disco. Altrove il gruppo opta per composizioni più stratificate, in cui i cambi di tempo e le sospensioni fungono da veri e propri portali verso zone meno illuminate. Non tutti questi tentativi sono pienamente riusciti: un paio di brani danno l’impressione di essere meno rifiniti, come se la ricerca di un bilanciamento tra aggressione e occulta nebulosità avesse richiesto qualche aggiustamento in più. Nulla di grave, però: si tratta di imperfezioni che non incrinano la robustezza complessiva della tracklist.

“Hybris Divina” si rivela dunque un debutto solido, consapevole delle proprie radici, capace di dialogare con un immaginario profondamente sotterraneo senza rinunciare alla fruibilità di un death metal più classico. Per chi vive di culti oscuri e segue con attenzione la scena cilena, questo è un album che merita di essere ascoltato con cura, magari più volte: tra le fenditure della sua muraglia sonora si nasconde un mondo che vale la pena esplorare.

TRACKLIST

  1. A Monument to Fallen Virtues
  2. The Great One
  3. Mendacious Heroism
  4. Carnage
  5. Dolos
  6. The Heritage of Our Brotherhood
  7. Spiritual Virility
  8. Posthumous Exultation
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