ORDH – Blind In Abyssal Realms

Pubblicato il 14/04/2026 da
voto
7.5
  • Band: ORDH
  • Durata: 00:43:26
  • Disponibile dal: 17/04/2026
  • Etichetta:
  • Pulverised Records

Con “Blind in Abyssal Realms”, gli Ordh si presentano come un’entità composita e sfuggente, un gruppo che sembra aver voluto costruire un ponte tra le atmosfere di certo death metal e la vastità sonora di correnti come il post-metal e lo sludge più contemplativo. L’esordio del gruppo americano non cerca insomma la violenza fine a sé stessa: la componente death metal, pur certamente presente, spesso si manifesta più come un sentire sottile che come un obiettivo da esibire. Non ci sono, ad esempio, molti riff che potrebbero venire immediatamente ricollegati alla solita vecchia scuola (anche se la parte centrale della title-track flirta con i Morbid Angel con una certa insistenza) o attacchi frontali propriamente detti; le chitarre tracciano percorsi e disegnano paesaggi, tessendo trame melodiche assai vivaci, che sovente evocano spazi siderali e profondità narrative.

Il paragone con scuole più recenti di certo cosiddetto death metal cosmico e/o progressivo – pensiamo a Mithras, Blood Incantation o Sweven – alla fine risulta abbastanza immediato. Gli Ordh ne condividono la propensione a creare architetture sonore elaborate, anche se lo fanno senza la rigidità mutuata dai vecchi classici e senza la fissa per un tecnicismo esasperato. Le linee chitarristiche sono appunto ricche di colore e sfumature, oscillando tra passaggi arpeggiati, armonizzazioni e momenti più tesi, anche se mai gratuiti. C’è un senso di respiro, quasi di lentezza necessaria, che permette all’ascoltatore di percepire lo sviluppo dei brani come una narrazione, più che come un assalto. Questo approccio narrativo è uno dei tratti distintivi del disco: ogni pezzo sembra avere un inizio, uno sviluppo e una conclusione, senza mai ricorrere a soluzioni troppo urlate o spigolose.

In alcuni momenti, quando gli uptempo emergono, si fa largo pure un’eco dei Bölzer, nel modo in cui la band riesce a trasmettere euforia e slancio all’interno di un contesto di apparente estrema densità. È una gioia contenuta, filtrata attraverso la lente della precisione compositiva e della tensione atmosferica, piuttosto che una furia cieca. La presenza nella line-up di membri dei Barishi – gruppo sludge un tempo sotto contratto con Season Of Mist e scioltosi un paio di anni fa – spiega molto di questa sorta di propensione alla narrazione: le dinamiche si allargano, le sonorità si fanno più avvolgenti e le chitarre spesso respirano liberamente, senza appunto essere costrette in una gabbia death metal tradizionale. Il lavoro sui timbri è particolarmente curato: la resa sonora calda e avvolgente permette di cogliere ogni sfumatura, dai synth discreti che emergono tra gli arpeggi, ai passaggi più cupi e riflessivi. L’artwork di Paolo Girardi amplifica ulteriormente la dimensione evocativa del disco, contribuendo a creare un biglietto da visita visivamente coerente con la musica, capace di comunicare un mondo sospeso tra l’abisso e lo spazio cosmico.

A conti fatti, “Blind in Abyssal Realms” non si distingue per picchi clamorosi o momenti memorabili immediatamente riconoscibili, ma per la sua capacità di costruire un percorso coerente e a suo modo peculiare lungo l’intera tracklist. La curiosità nasce dall’ordine interno dei brani, dalla vena trasognata e dalla capacità della band di coniugare varie correnti in un unico respiro. È un esordio che sa intrigare, invitando l’ascoltatore a un viaggio meditativo, dove il fascino non sta quindi nell’impatto, ma nella capacità di evocare mondi sonori non troppo scontati, di disegnare spazi e tensioni più che di colpire con forza. In questo senso, gli Ordh dimostrano già un’identità chiara, suggerendo che i prossimi passi potrebbero portarli ancora più lontano nello spazio aperto dei loro “regni abissali”.

 

TRACKLIST

  1. Apis Bull
  2. Moon Of Urd
  3. Phlegraean Fields
  4. Blind In Abyssal Realms
  5. Hierothesion
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