7.0
- Band: ORGAN DEALER
- Durata: 00:22:32
- Disponibile dal: 28/07/2023
- Etichetta:
- Everlasting Spew Records
Dopo averci favorevolmente colpito con il ritorno dei Birdflesh – il dinamitardo “Sickness in the North” – l’Everlasting Spew pesca dal mazzo un altro jolly che non potrà che irretire gli amanti del filone grindcore in queste calde giornate estive. Rivolgendo lo sguardo agli Stati Uniti, l’etichetta nostrana è andata infatti ad intercettare gli Organ Dealer per la pubblicazione della loro seconda fatica sulla ‘lunga’ distanza (le virgolette, come sempre, sono d’obbligo), assicurandosi i servigi di una realtà indubbiamente solida e preparata che sa dove mettere le mani per confezionare un lavoro di questo tipo.
Attiva ormai da un decennio, la band del New Jersey incanala in questa raffica di brani (ventuno per ventidue minuti di musica) un suono che deve tantissimo alla lezione schizoide e parossistica impartita dagli Insect Warfare nel corso degli anni Duemila, poi ereditata e diffusa da gente come Kill the Client, P.L.F. e Wormrot (l’artwork di “The Weight of Being” porta giustamente la firma di Arif Rot, ex frontman di questi ultimi). Va da sé che la proposta del quartetto sia di quelle veramente furibonde e serrate; una fiumana in cui riff e ritmiche vengono portati al calor bianco riducendo ai minimi termini l’elemento groove, e che nel suo deragliare dai binari dell’autocontrollo restituisce appieno la rabbia e la frustrazione di chi, giorno dopo giorno, si trascina in un’esistenza metropolitana svuotata di ogni significato. Come un’ipotetica soundtrack delle scene più violente e nervose del classico “Un giorno di ordinaria follia”, il disco esplode senza preoccuparsi dei livelli di intensità raggiunti, ovviando ad una certa omogeneità di fondo (la quale non porta a chissà quale caratterizzazione degli episodi) con un guitar work pratico e ficcante e con una resa sonora potentissima a cura di Kevin Bernsten (Full of Hell, Integrity) e James Plotkin (Gridlink, Spectral Wound), per un ascolto effettivamente esplosivo e coinvolgente.
In un contesto del genere, non stiamo neanche a rimarcare quanto sia superfluo soffermarsi su un episodio piuttosto che su un altro; complice la breve durata, l’album è un’esperienza da vivere tutta d’un fiato, senza interruzioni, in cui la dimestichezza dei Nostri nel maneggiare certe soluzioni non accenna mai a nascondersi o a passare inosservata. Per i patiti delle sonorità ‘fast and furious’, l’invito è chiaramente quello di farsi avanti.
