ORGREL – Red Dragon’s Invocation

Pubblicato il 16/10/2021 da
voto
7.5
  • Band: ORGREL
  • Durata: 00:31:31
  • Disponibile dal: 15/10/2021
  • Etichetta:
  • Iron Bonehead Prod.

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La proiezione di un futuro nero come la pece è il risultato di un sogno orribile che si materializza in una raffica violenta di taglienti sonorità. La musica che nutre l’incubo fiorisce dai velenosi strumenti di un trio tutto italiano: gli Orgrel. Avvolti da un fumo misterioso, i blackster nostrani rilasciano “Red Dragon’s Invocation”, il loro primo full-length edito da Iron Bonhead. Il black metal dei Nostri è paragonabile ad una vibrante ragnatela, geometricamente ordinata, sulla quale scorrono bagliori melodici che attraggono le prede più curiose. Ad ispirare gli Orgrel sono state certamente le sonorità grezze e straripanti degli anni Novanta, fatte di ritmi feroci e voci colme di rabbia pungente. I sentieri intrapresi dal trio sono battuti da orme ben riconoscibili lasciate dagli anfibi dei Marduk, dei Gorgoroth, degli Absu (giusto per citare alcune formazioni di riferimento), ma è necessario proseguire il cammino per poter entrare nel tormento dei Nostri. Infatti, addentrandoci nell’oscurità di “Red Dragon’s Invocation” ci si imbatte in una prorompente fiamma melodica:l’innesto di un black moderno, come quello degli Uada, germoglia in sonorità accattivanti facilmente assimilabili e arricchite da arrangiamenti di chitarra che portano alla mente i colombiani Inquisition. Gli Orgrel sono abilissimi nel creare un equilibrio armonioso tra gli elementi più estremi e quelli più temperati riuscendo a trasformare un incubo in un’opera d’arte. A proposito di arte, è doveroso citare Luciana Nedelea, la creatrice della copertina dell’album, un disegno davvero strabiliante che ne arricchisce il valore. Esplorando le sette tracce del platter si rimane facilmente intrappolati in riff ipnotici e ritmiche violente che, come navi abbandonate, vanno alla deriva, inghiottite dai suoni lievi della speranza. “Burning Ruins”, prima traccia e primo singolo estratto dal disco, dimostra la fruibilità indiscutibile di questo black metal: polvere lavica che annerisce e solidifica l’intero album. Gli echi heavy di “Surrounded by Nothing” vengono sovrastati da tuoni cupi e densi, esortati da violenti fulmini sonori. “Torn Flag” è un esilarante turbine in continuo movimento che muta la sua forma: un ciclico giro di chitarra viene forgiato da pesanti martellate ritmiche che aumentano progressivamente creando un subbuglio di stampo punk. “Fiery Dawn Cry” è il suono devastante e malinconico della guerra all’interno del quale mitragliatrici ed ordigni esplodono in una rabbia incontrollabile. “Red Dragon’s Invvocation”, seppur non innovativo, è dunque un lavoro che attinge la propria forza attrattiva dalle fonti più pure, riuscendo a conquistare un apprezzamento notevole che lo farà brillare nell’immenso universo underground.
Orgrel, segnatevi questo nome, ne sentiremo parlare, benissimo.

TRACKLIST

  1. Burning Ruins
  2. Amor Fati
  3. Surrounded by Nothing
  4. Gate of Eternal Life
  5. Torn Flag
  6. Fiery Dawn Cry
  7. Carved in Blood
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