ORPHANED LAND – The Never Ending Way Of ORwarriOR

Pubblicato il 19/01/2010 da
voto
8.0
  • Band: ORPHANED LAND
  • Durata: 01:18:22
  • Disponibile dal: 25/01/2010
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

Il primo disco di una certa importanza di questo appena iniziato nuovo decennio è certamente il comeback discografico degli israeliani Orphaned Land, finalmente materializzatosi – a ben sei anni di distanza dall’osannato “Mabool” – nel pluri-annunciato, ultra-promosso e attesissimo “The Never Ending Way Of ORwarriOR”. Quattro soli full-length album in diciotto anni d’attività stanno a testimoniare come il combo guidato dal vocalist Kobi Farhi non faccia mai le cose per caso ed ogni pubblicazione assuma un’importanza ed un’imponenza quasi biblica: non fa eccezione, ovviamente, l’ultimo nato della Terra Orfana, che giustamente la Century Media considera priorità assoluta. Con quasi 600 ore trascorse in studio di registrazione, la partecipazione dell’Orchestra di Nazareth, l’uso indiscriminato di moltitudini di strumenti tipici, la costruzione di un concept lirico dall’alto spessore evocativo, sociale e spirituale, “The Never Ending Way Of ORwarriOR” siamo certi saprà placare la sete di medio-oriental metal che tutti coloro che hanno amato “Mabool” oltre ogni limite ora di sicuro avranno. Rimandandovi al nostro accurato track-by-track (nostro, ma firmato anche dallo stesso Kobi Farhi) per una disamina particolareggiata di ogni brano, in questa recensione ci preme analizzare più sui generis la nuova opera degli Orphaned Land. Ebbene, ridotta ufficialmente ad un quartetto, ma con le solide partecipazioni di Steven Wilson alle tastiere, Avi Diamond alla batteria e l’ottima Shlomit Levi alla voce femminile, la band asiatica non si discosta poi molto da quanto fattoci sentire su “Mabool”; quindi ci si trova di fronte ad un progressive death metal di stampo medio-orientale che straborda di classe, enfasi e coralità, in un orgiastico susseguirsi di episodi più o meno trascinanti, ma in ugual modo dotati. Con forse un maggiore accento progressivo ed una leggera diminuzione dell’impatto aggressivo d’insieme rispetto al suo predecessore, “The Never Ending Way Of ORwarriOR” per noi è un pelo inferiore a “Mabool”, vuoi per la mancanza dell’effetto sorpresa, vuoi per una durata fin troppo protratta e probabilmente esagerata, vuoi per la minore presenza di episodi memorabili in una tracklist che non risulta immediata come accaduto in passato. Ma si sa, i grandi dischi progressive necessitano per forza di costanza e perseveranza per essere assimilati appieno. Con ciò, non stiamo certo a dire che l’album in questione risulta noioso, anzi: l’ora e venti d’ascolto passa via quasi in un lampo, accompagnata dalle peripezie del Guerriero di Luce, ma resta un pochetto d’amaro in bocca nel constatare come i brani realmente spettacolari siano circa un terzo del totale, con le trascinanti “Sapari” e “Olat Ha’tamid” a guadagnarsi la palma di migliori canzoni. Tirando le somme, quindi, eccoci davanti ad un ritorno epico e roboante, un po’ troppo ambizioso, ma comunque bellissimo e stra-curato sotto ogni punto di vista. Non si può davvero pretendere di più da un gruppo che trascende popoli e religioni in un concreto tentativo di abbattere secoli d’odio e vendette continue. Finalmente sazi per un’altra manciata di anni…

TRACKLIST

  1. Sapari
  2. From Broken Vessels
  3. Bereft In The Abyss
  4. The Path Part 1 – Treading Through Darkness
  5. The Path Part 2 – The Pilgrimage To Or Shalem
  6. Olat Ha’tamid
  7. The Warrior
  8. His Leaf Shall Not Wither
  9. Disciples Of The Sacred Oath I I
  10. New Jerusalem
  11. Va’yehi Or
  12. M I?
  13. Barakah
  14. Codeword: Uprising
  15. In Thy Never Ending Way ( Epilogue )
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