OSI – Fire Make Thunder

Pubblicato il 23/04/2012 da
voto
7.0
  • Band: OSI
  • Durata: 00:43:13
  • Disponibile dal: 27/03/2012
  • Etichetta: Metal Blade Records
  • Distributore: Audioglobe

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Formatisi nel 2002 grazie ad un’idea dell’iperattivo Mike Portnoy (successivamente sostituito dal fenomenale Gavin Harrison dei Porcupine Tree), gli OSI tornano sul mercato discografico forti del nuovo deal siglato con la Metal Blade con il qui presente “Fire Make Thunder”. Come da tradizione, la band confeziona un fascinoso platter dai contenuti altamente emozionali, in cui convivono gli stili più disparati quali il metal, la psichedelia, il prog rock, l’ambient e la musica elettronica. Già con l’iniziale “Cold Call”, i Nostri tracciano i sentieri che seguiranno nel corso dell’intero lavoro, offrendo un perfetto mix di musica metal ed elettro-ambient, in cui l’ipnotica e grave voce del tastierista Kevin Moore catalizza l’attenzione dell’ascoltatore. Con “Guards” sono le dolci atmosfere pregne di tristezza e disperata desolazione, spesso ricorrenti in “Fire Make Thunder”, a rapire e cullare le nostre anime, andando a citare gli Isis meno ermetici. La seguente “Indian Curse” si basa su un semplice quanto efficace giro di chitarra acustica che, unitamente alla solita riuscita prestazione vocale di Moore, sembra voler essere un rito purificatore. Con le successive “Enemy Prayer”, “Wind Won’t Howl”, “Big Chief II” e “For Nothing” gli OSI mettono in mostra gli artigli con le chitarre di Matheos e abbracciano suoni talvolta più moderni, sconfinando a tratti nei suoni compressi cari all’industrial, o continuando ad accarezzare le corde dell’animo con melodie velate della solita magniloquente tristezza. La chiusura è affidata alla lunga “Invisible Men”, caratterizzata da spore di rock cosmico e dai suoni acidi ed onirici dei primi Pink Floyd, che catapultano gli OSI in una dimensione decisamente psichedelica. “Fire Make Thunder” è mesmerismo musicale e, seppur privo di punte di assoluta eccellenza, riesce a tenere sempre viva l’attenzione e farsi apprezzare per i sentimenti che riesce a trasmettere.

TRACKLIST

  1. Cold Call
  2. Guards
  3. Indian Curse
  4. Enemy Prayer
  5. Wind Won't Howl
  6. Big Chief II
  7. For Nothing
  8. Invisible Men
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