OSI – Free

Pubblicato il 25/04/2006 da
voto
8.0
  • Band: OSI
  • Durata: 00:48:16
  • Disponibile dal: 21/04/2006
  • Etichetta: Inside Out
  • Distributore: Audioglobe

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Libero. Un concetto tanto semplice quanto chiaro, che evidenzia inequivocabilmente cosa possiamo trovare all’interno del nuovo lavoro del progetto guidato da Kevin Moore e Jim Matheos. “Free” esce a distanza di tre anni dal debut album “Office Of Strategic Influence” che fu bocciato da buona parte della critica, in quanto molti addetti ai lavori speravano di poter gridare al miracolo davanti a una serie di brillanti composizioni di matrice squisitamente progressiva – complice la presenza di ospiti deluxe come Sean Malone e Steven Wilson. Oggettivamente, le suite immortali nel progressive rock/metal sono già state scritte già da molto tempo ed i nostri hanno preferito comporre canzoni fresche, relativamente concise, dal sound moderno intriso di abbondanti input elettronici. Il celebre drummer Mike Portnoy utilizza in maniera intelligente la sua tecnica senza rimarcare ossessivamente ad ogni battuta la sua innegabile bravura, mettendosi al servizio delle composizioni che meritano di essere ascoltate rigorosamente in cuffia, immersi nel totale silenzio, al fine di poter godere di tutte le sfumature celate dietro di esse. Il profondo incipit dal sapore techno di “Sure You Will” apre le danze, supportato da un potente riff di basso del guest Joey Vera, che si scontra con il sound moderno e compresso delle chitarre. La title track è l’unica song diretta del platter che lambisce lidi cari al rock, giostrata su un bel guitar riff che si contende la parte di primadonna assieme alle fredde pulsazioni emesse dai sintetizzatori, mentre i cupi battiti di “Once” rievocano in modo eccellente l’operato dei seminali Kraftwerk. Nella cupa “Home Was Good” la voce malinconica e profonda di Moore si intinge in un mare di echi e beat sintetizzati, spezzati da delicati arpeggi di chitarra, mentre la potente “Better” ingloba ispirate melodie vocali sorrette da incisivi riff di chitarra ed una massiccia dose di elettronica sempre ispirata e mai banale. “Our Town” – seppur fuori dal contesto – è una riuscita ballad dal retrogusto country nella quale la voce malinconica e mai invadente di Kevin Moore suona come adeguato epitaffio per un lavoro che difficilmente riscontrerà glorie commerciali, ma rimarrà tatuato nelle nostre anime. Intenso.

TRACKLIST

  1. Sure You Will
  2. Free
  3. Go
  4. All Gone Now
  5. Home Was Good
  6. Bigger Wave
  7. Kicking
  8. Better
  9. Simple Life
  10. Once
  11. Our Town
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