OTARGOS – Fleshborer Soulflayer

Pubblicato il 08/12/2021 da
voto
7.0
  • Band: OTARGOS
  • Durata: 00:39:36
  • Disponibile dal: 10/12/2021
  • Etichetta:
  • Xenokorp

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Nello spazio nessuno può sentirti urlare“. Così recitava nel 1979 la tagline di “Alien”, una delle pellicole simbolo del cinema di fantascienza. Là, nelle vicinanze del pianeta Thedus, nessuno avrebbe prestato aiuto alle grida del tenente Ellen Ripley e dei suoi compagni, a bordo dell’astronave Nostromo, alle prese con il simpatico e diabolicamente perfetto xenomorfo. Una spaventosa esperienza che oggi troverebbe la sua degna trasposizione musicale nel qui presente “Fleshborer Soulflayer”, settima fatica degli Otargos di ritorno sulle scene sei anni dopo il precedente “Xeno Kaos”. Un comeback, quello della black metal band francese, che segna una nuova, seppur non radicale, svolta propositiva. Dopo aver definito una presa di posizione sonora di assoluto spessore con il più che buono “No God, No Satan”, il quartetto di Bordeaux, guidato dall’onnipresente Dagoth, era infatti incappato in un’improvvisa inversione di marcia (“Apex Terror” e appunto “Xeno Kaos”), stoppando così la propria crescita progressiva. Solo un caso il fatto che in quei due dischi mancasse la seconda arma alle sei corde Astaroth? Per ora rimane solo un’ipotesi, sta di fatto che, in coincidenza con il rientro nel gruppo del chitarrista, il sound degli Otargos ne ha risentito in meglio.
La band transalpina, come dimostrato negli anni, garantisce qualità, premiata anche da una meritevole produzione: una certezza che prende vigore dopo l’orchestrale intro, con “Incursion Of Chaos” a scaraventarci in quello spazio cosmico nevrotico e tetro. Ed è proprio in questo primo scorcio d’album, almeno sino alla titletrack, che il menzionato cambiamento stilistico rispetto al recente passato prende piede. Un caos dinamico dove la tecnologia fantascientifica trova perfetta sintonia con stravolgimenti melodici sui quali è lo scream di Dagoth ad imperversare sovrano. Meccanismi lubrificati che sbraitano a dovere nella lancinante “Xenos”, accompagnata dalla più lugubre “Blessed By Pestilence” prima di chiudere i battenti, balzando quasi al termine del disco, con l’ostica “Cyclones Steel”. Nel mezzo, quel mix black/death targato Zyklon, Hate e pure Behemoth che riecheggia ancora, producendo però una punta fastidiosa di staticità che ostacola la strada ad eventuali sbocchi di creatività. Ritroviamo quindi con piacere gli Otargos: non tutto funziona a dovere ma beneauguranti segnali di risveglio si innalzano all’orizzonte, nel cosmo più putrido e mostruoso.

TRACKLIST

  1. Rise Of The Abomination
  2. Incursion Of Chaos
  3. Xenos
  4. Blessed By Pestilence
  5. Fleshborer Soulflayer
  6. Navigator
  7. Larva Venom
  8. Daemonfire
  9. Cyclones Of Steel
  10. Sentinel
  11. Warp
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