OTEP – Kult 45

Pubblicato il 09/08/2018 da
voto
6.0
  • Band: OTEP
  • Durata: 01:14:30
  • Disponibile dal: 27/07/2018
  • Etichetta: Napalm Records
  • Distributore: Audioglobe

Se a cavallo del nuovo millennio la politica è stata spesso al centro della musica, dal crossover al punk, l’era Trump sembra aver nuovamente risvegliato la coscienza critica di molti artisti, a partire dai redivivi Otep, tornati in attività due anni fa con “Generation Doom” dopo un temporaneo scioglimento di tre anni. A partire dalla copertina, raffigurante la statua della Libertà insanguinata e armata, “Kult 45” si propone come un grido di protesta verso la politica USA e si accoda al movimento #metoo, esprimendosi musicalmente con quel linguaggio rap-metal portato alla ribalta negli anni ’90 dai Rage Against The Machine. Se dalle note biografiche apprendiamo che l’ottavo album degli Otep si propone di rinverdire i fasti dell’indimenticato debutto “Sevas Tra”, al punto che gli strumenti usati per registrarlo sono gli stessi dell’epoca, alla prova dei fatti pezzi come “Halt Right”, “Molotov”, “Invisible People” altro non sono se non una versione al femminile di Zack De La Rocha e soci (non a caso coverizzati nella conclusiva “Wake Up”), con vent’anni di ritardo e senza l’estro di Tom Morello alla sei corde. Dai RATM ai Limp Bizkit il passo è breve e ci porta dritti a “Cross Contamination” (oltre al riffing borlandiano, la stessa Otep sembra essere posseduta da un cappellino NFL) e “To The Gallows” , mentre le uniche variazioni sul tema arrivano con qualche digressione hip-hop (“Undefeated”, “Boss”) e un paio di episodi più atmosferici (“Trigger Warning”, “Be Brave”). Dando per buona, vista l’indole del personaggio, l’ipotesi che il ritorno al rap-metal anni ’90 sia solo un modo per veicolare meglio il messaggio di protesta e non un tentativo di cavalcare l’onda revival nu-metal, resta il fatto che “Kult 45” è un disco decisamente derivativo, lontano anni luce non solo dalla complessa malignità del già citato debutto ma anche dai lavori successivi: il carisma di  Mrs. Shamaya è sempre intatto, ma stavolta non andiamo oltre una sufficienza risicata.

TRACKLIST

  1. Hail To The Thief
  2. Halt Right
  3. Molotov
  4. Said The Snake
  5. Undefeated
  6. Trigger Warning
  7. Cross Contamination
  8. Shelter In Place
  9. Boss
  10. To The Gallows
  11. Sirens Calling
  12. Invisible People
  13. Be Brave
  14. Wake Up
  15. Feral Oracle (Bonus Track)
  16. The Tribe Speaks (Bonus Track)
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