7.0
- Band: OTHERWISE
- Durata: 00:48:30
- Disponibile dal: 22/10/2017
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: Universal
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The lion sleeps tonight. Recitava così la più celebre canzone del Re Leone, e il titolo si presta bene alla carriera degli Otherwise, combo americano sulle scene da più di dieci anni (di cui cinque sotto l’egida della Century Media), ma finora lontano dalle luci della ribalta, soprattutto nel vecchio continente. Con il terzo album – il cui titolo, “Sleeping Lions”, rappresenta proprio lo stato in cui i Nostri si sentivano finora – il quartetto capitanato dai fratelli Patrick (Adrian e Ryan, rispettivamente cantante e chitarrista) dimostra di voler ambire al titolo di ‘re della giungla mainstream rock’, e bisogna ammettere che le potenzialità ci sono eccome. Fin dal primo ruggito (l’opener “Angry Heart”, scelta anche come singolo di lancio), ci troviamo di fronte ad un’irruenza ritmica e melodica che ci riporta ai tempi dei migliori Saliva e Three Days Grace, ma siamo solo all’inizio. Se la titletrack rimanda al groove dei penultimi Korn, la successiva “Suffer” mette in mostra il lato più emozionale dei quattro di Las Vegas, degni discepoli degli Shinedown di metà carriera. Scorrendo la tracklist, da segnalare anche il piglio elettronico di “Weapons” e il ritornello trascinante di “Dead In The Air”, cui fa da contraltare la maturità malinconica di “Blame” e “Bloodline Lullaby”, dove alla lista delle band sopra citate si aggiungono anche Nickelback e U2. Nel complesso, ferma restando l’effetto caleidoscopio dovuto al novero delle diverse influenze, “Sleeping Lions” rappresenta il classico disco della maturità per gli Otherwise, pronti a conquistare un posto in prima fila nel cuore degli appassionati di hard rock a stelle e strisce.
