OUR SURVIVAL DEPENDS ON US – Scouts On The Borderline Between The Physical And Spiritual World

Pubblicato il 14/01/2016 da
voto
7.5

Se l’atipicità e la trasversalità ai generi rappresentano il tratto comune di molte delle proposte metalliche più interessanti rilasciate in tempi recenti, gli Our Survival Depends On Us riescono persino a sfuggire ulteriormente alle regole senza nemmeno provare ad essere miracolosamente strani e sfuggenti, né complicati od amletici. Alla base c’è una ideologia forte, un misticismo densissimo uso a trasportare in un altrove immaginifico, dove entità ultraterrene si compiacciono di accoglierci in piena comunione e fraternità, omaggiandoci del loro forte abbraccio. Gli austriaci decantano odi a un paganesimo proiettato verso uno spazio metafisico, filosoficamente affine in alcuni aspetti alle derive ‘cascadiche’ o al sottobosco del black metal atmosferico anglosassone. Solo che gli Our Survival Depends On Us non sono un gruppo black metal, si tengono ben lontani da buona parte di ciò che è normalmente inteso come metal estremo e da un pezzo all’altro sono capaci di cambiare pelle, evitando trucchi particolari o istrionismi d’avanguardia. L’ultima fatica, dal chilometrico titolo “Scouts On The Borderline Between The Physical And Spiritual World”, mette assieme un universo di contemplazioni, riflessioni, evocazioni accalorate suggerenti una forte vocazione a far proprio il folclore di antiche popolazioni, riesumato in una formulazione sonora compendiante epica soffusa, amore per il doom più melodico e dilatato, indole progressiva a trecentossesanta gradi. La strutturazione del disco, per nulla sfibrante sul piano della durata, è alquanto anomala e, ad un primo frettoloso ascolto, potrebbe lasciare smarrito chi si interessasse per la prima volta alla musica dei salisburghesi: intro formato da rullate di tamburi e vocione vibrato, una specie di singolo folk metal in seconda posizione (“Let My People Go”), due suite caleidoscopiche e cangianti (la terza traccia, “We Are Children Of The Dawn”, e la sesta, “My Sons And Daughters”), una canzone di sole tastiere e voce confessionale (“The Bloody Path”), un romantico lento pianistico (“Mountains Of My Home”), il dark doom acustico di “A Sacred Heart” , infine un’outro parlata. In apparenza, sembrerebbe uno di quei concept formati per due terzi da spezzoni di raccordo e solo per la porzione restante costituiti da musica di sostanza. La realtà dice qualcosa di diverso, anche se ammettiamo pure noi che una scrittura più ‘regolare’ e l’inserimento di un altro paio composizioni di ampio respiro avrebbe fatto impennare il valore del disco. Intanto, se si avrà la pazienza di immergersi appieno nelle atmosfere di “Scouts…”, ci si accorgerà delle contiguità emozionali fra una traccia e l’altra e si assumeranno come necessari, inevitabili, dovuti, tutti i break atmosferici, i richiami al raccoglimento, i lirici incroci fra le vocalità dei chitarristi Mucho Kolb e Thom Kinberger e quella del bassista Barth Resch. Gli scarti fra il grosso epic/doom corale delle parti più veementi e i delicati arpeggi di chitarra e basso, sacralizzati dall’impalpabilità delle tastiere di HJ Gmeilbauer, spingono verso una dimensione onirica, incamerando pallide sensualità darkwave, come nel finale di “My Sons And Daughters”, accenni cantautorali nel caso di “A Sacred Heart”, tinteggiature  bucoliche/spirituali nelle radure di calma estatica di “We Are Children Of The Dawn”. Nelle due suite turgide pienezze di epos d’assalto, al limitare del viking metal bathoryano, svolgono il compito di scuotimento ed esaltazione, strumentali a infondere coraggio nell’animo prima di ricondurlo alla distensione e immergerlo in acque ferme e rassicuranti, accompagnando la transizione dall’impeto alla pacificazione dei sensi con voci gentili, quasi sciamaniche, ammansenti le nostre più inguaribili nevrosi. “Scouts…” colpisce nel segno per il suo carico di spiritualità profonda, infusa secondo metodiche di suono e liriche personali, che non guardano esplicitamente ad altre forme artistiche e sono riconducibili solo e soltanto agli Our Survival Depends On Us. Se la trascendenza è quello che cercate nella musica, il quintetto austriaco è il vostro gruppo.

TRACKLIST

  1. Tunes of Judgement
  2. Let My People Go
  3. We Are Children of the Dawn
  4. The Bloody Path
  5. The Mountains of My Home
  6. My Sons and Daughters
  7. A Sacred Heart
  8. The Manifesto
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