5.0
- Band: OUTOPSYA
- Durata: 01:42:32
- Disponibile dal: 10/01/2012
- Etichetta:
- Lizard Records
Dietro al nome Outopsya si cela il duo composto da Luca Vianini (songwriter, produttore, cantante, tastierista, batterista e chitarrista), e Evan Mazzucchi (basso e violoncello), che giunge con “Fake” al secondo disco di carriera dopo il debutto a titolo “Sum” del 2009. Il doppio mastodontico lavoro della band trentina si apre con un primo CD che pare un lungo mantra electro-ambient con spunti noise in cui ascoltare una melodia dritta, perfino nelle rare linee vocali, è un’utopia. Un viaggio estremo con suggestioni da colonna sonora, in cui parti minimali si susseguono ad improvvisi inasprimenti, ove il corposo sound dei sintetizzatori diviene teso e ben supportato da ritmiche campionate, seguendo un andamento apparentemente privo di logica. Gli articolati soli di chitarra che costellano le canzoni talvolta aprono un varco di accessibilità, come in alcuni frangenti dell’elaborata “Lilies”. Relativamente più accessibile il secondo disco, in cui la maggior presenza delle chitarre, qualche linea vocale dritta e l’apporto della batteria giungono a parziale soccorso dell’ascoltatore, spostando la proposta su territori più progressivi, con la presenza di virate metalliche nella Mansoniana “Virus” e nella conclusiva “Loving You Sick Pt.2”. Nel complesso, “Fake” presenta molteplici sfaccettature difficili da metabolizzare anche dopo svariati ascolti: in casi come questo la linea tra genio e sregolatezza è ancora più sottile, ma l’impressione che gli Outopsya abbiano abusato del proprio indiscutibile talento, diventando faziosi ed autoreferenziali, è viva.
