PALADIN – Ascension

Pubblicato il 18/06/2019 da
voto
8.0
  • Band: PALADIN
  • Durata: 00:49:28
  • Disponibile dal: 17/05/2019
  • Etichetta: Prosthetic Records
  • Distributore: Audioglobe

Si chiamano Paladin, vengono da Atlanta, e possono vantare tra le proprie fila gente che ha avuto il piacere di suonare in band del calibro di Theocracy, Cauldron Born, Arsis, Sadistic Ritual e Necromancing The Stone; si tratta di realtà piuttosto differenti tra loro, un discreto indice della versatilità che questi ragazzi potrebbero sfoggiare, nel corso dei cinquanta minuti di durata dell’album di esordio, intitolato semplicemente “Ascension” e prodotto da Prosthetic Records.
Leggere di una band che etichetta la propria proposta con l’epiteto power/thrash metal, nel 2019, non dovrebbe essere nulla di così sorprendente, se non fosse per il fatto che raramente, come in questa occasione, ci siamo trovati per le mani un lavoro che fosse letteralmente in grado di fondere i due diversi sottogeneri, mettendoli in mostra singolarmente e contemporaneamente, con cotanta cura maniacale. In undici brani si possono riconoscere la classe e l’eleganza del power, la grezza violenza del thrash, e persino sprazzi malvagi di death metal melodico; il tutto con sempre una purissima lamina di heavy metal classico a fungere da collante, nonché da essenza. Sia che siate fan degli Angra, degli Agent Steel o dei Kalmah, questo disco potrebbe davvero riuscire a stuzzicare la vostra curiosità.
Inutile analizzare la scaletta traccia per traccia, piuttosto vogliamo limitarci ad avvisarvi che il vostro collo e la vostra gola sono condannati alla disfatta, perché è impossibile uscire illesi da un ascolto così devastante, eppure così completo e raffinato in ogni singolo passaggio: velocità, tecnica, furia e orecchiabilità, il tutto perfettamente amalgamato in un prodotto che si conferma già come una delle sorprese più entusiasmanti di questo 2019.
Sebbene i complimenti siano da rivolgere all’intera line-up, è il frontman Taylor Washington la vera stella del pacchetto, il cui stile poliedrico si potrebbe accostare a quello dell’illustre collega australiano Tim Ian Grose (alias Lord Tim), con tutto ciò che questo comporta: doti chitarristiche al limite del fenomenale, sia nelle ritmiche che nei soli, abbinate alla capacità di sfoggiare una voce squillante e vibrante, che in un istante muta in un timbro harsh degno di una qualsiasi realtà melo-death di serie A.
Paradossalmente, l’unico potenziale limite di questo “Ascension” risiede proprio nel suo stesso punto di forza: le molteplici ed evidenti sfaccettature e influenze, per quanto posizionino di diritto i Paladin al fianco di altre realtà come Unleash The Archers ed Exmortus, in grado di prendere le sonorità classiche, per poi contaminarle e modernizzarle, potrebbero anche far storcere il naso ad alcuni ascoltatori, particolarmente attaccati al purismo e alle proposte senza fronzoli e/o contaminazioni, che potrebbero a tratti faticare a dare un’identità effettiva alla band statunitense.
Con chi vi scrive questo problema non sussiste, anzi, riteniamo che sia pressoché obbligatorio premiare un prodotto così fresco, coinvolgente e ricco di punti di forza, in modo da dare anche un segnale inequivocabile ai Paladin, che in futuro dovranno necessariamente prendere questa formula, per poi lavorarci sopra e tirare fuori dal cilindro un eventuale secondo lavoro ancora più convincente e degno di menzione. Ancora una volta, incrociamo le dita, nella speranza di aver scovato un’altra band del futuro.

TRACKLIST

  1. Awakening
  2. Divine Providence
  3. Carpe Diem
  4. Call Of The Night
  5. Black Omen
  6. Fall From Grace
  7. Bury The Light
  8. Shoot For The Sun
  9. Vagrant
  10. Dawn Of Rebirth
  11. Genesis
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