PANDAEMONIUM – The Last Prayer

Pubblicato il 22/02/2012 da
voto
7.0
  • Band: PANDAEMONIUM
  • Durata: 00:51:43
  • Disponibile dal: 27/01/2012
  • Etichetta:
  • Rock It Up Records

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A nemmeno un mese di distanza dal comeback discografico dei Drakkar troviamo sulla nostra scrivania un altro gradito ritorno, quello dei loro quasi conterranei (ambo i gruppi orbitano nei pressi di Milano) Pandaemonium. Attivi nello stesso periodo ed accomunati da età medie paragonabili e soprattutto da sonorità che pescavano a piene mani dall’allora piena di salute scena power melodica, le due band hanno seguito anche strade simili. L’attività col monicker definitivo è cominciata per entrambi nel 1996, cui hanno seguito i rispettivi debutti, pubblicati sul finire degli anni Novanta. Poi dalla metà del primo decennio del 2000, silenzio di entrambe le band fino alla data odierna. Come abbiamo potuto valutare con “When Lightning Strikes”, i Drakkar hanno saputo tenersi al passo con i tempi disancorando, per così dire, il proprio suono dagli stilemi di un tempo e  proponendoci un prodotto più allineato ai gusti di adesso. Quindi ci pare logico porci la stessa domanda su questo “The Last Prayer”: come avranno reagito i Pandaemonium a più di un lustro di silenzio? La risposta al quesito ci arriva già dalle prime due canzoni, dato che sia l’opener “Alone In The Dark” che la successiva “Two Spirits One Heart” riportano idealmente l’ascoltatore ai tempi di “Return To Reality” del 2005. Il tempo non sembra essersi abbattuto con la sua distintiva mancanza di grazia sul songwriting della band, e le composizioni uscite dalla penna di Daniele Reda, Steve Volta e Lorenzo Zirilli mostrano ancora la freschezza di quell’epic/power che tanto ci faceva impazzire nei primi 2000, ai tempi in cui nominare “Legendary Tales” significava parlare del ‘nuovo album dei Rhapsody’ e non del ‘miglior album dei vecchi Rhapsody’. ‘Vecchi’: è proprio questa la parola che ci mostra quanto la scena, la musica e le band siano cambiate da quei tempi; ed è anche l’aggettivo che i Pandaemonium riescono ad evitare, riproponendosi a noi con le stesse energia e passione che avevano più di cinque anni fa. Certo, qualcosa è cambiato nel songwriting, ma più che di un cambio netto possiamo parlare invece di una messa a fuoco migliore su alcuni aspetti che già erano presenti nel processo compositivo. Una maggiore attenzione data agli arrangiamenti, un’impostazione vocale più controllata e più ricca di colore sulle tonalità basse e, infine, una sezione ritmica meno stretta alle canoniche bordate power sono le modifiche principali che il suono dei Pandaemonium ha subito per potersi presentare al pubblico esigente del 2012, accostate ad una propensione decisamente spinta verso lidi più sinfonici. Sotto questo punto di vista, l’evoluzione della band è ancora più marcata: abbandonati i modelli di un tempo come i vecchi Helloween e gli Stratovarius, adesso la band risulta più paragonabile a Rhapsody, Highlord e… a sorpresa in alcuni passaggi, anche ai Nightwish. Sarà perché su “Braveheart” la voce di Reda ricorda Hietala nell’impostazione o per le voci femminili a contorno, ma anche lo spettro della band di Tuomas Holopainen aleggia su questo “The Last Prayer”, soprattutto nell’ultima, spettacolare, “Until The End”, dall’impostazione molto alla “Wishmaster”. Un bell’album denso di belle sorprese e di tanta passione. Bentornati!

TRACKLIST

  1. Alone In The Dark
  2. Two Spirits One Heart
  3. Through The Wind
  4. Holy Voice
  5. Towers Of Fears
  6. The White Voices
  7. Go Your Own Way
  8. Today
  9. Braveheart
  10. Epitaph
  11. Until The End
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