PANDO – Rites

Pubblicato il 03/04/2021 da
voto
7.0
  • Band: PANDO
  • Durata: 00:56:27
  • Disponibile dal: 26/03/2021
  • Etichetta:
  • Aesthetic Death

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Sbrecciato, isterico, instabile, oppure riflessivo, salmodiante, richiuso su se stesso; non si può dire che il sound dei Pando sia piatto e uniforme. Dagli oscuri recessi dell’underground a stelle e strisce, questo duo ci presenta il suo terzo album andando a ispessire e intorbidare un discorso altrimenti più atmosferico e dilatato, quello portato avanti nell’ombra fino al precedente EP “The Pouch”. Con “Rites” i toni si anneriscono, l’extreme metal sperimentale della formazione va in metastasi, lasciando attecchire morbi malsani e facendo sì che, contaminando ogni aspetto stilistico, il risultato finale sia altamente disturbante e sfaccettato.
Al duo piace ricorrere in abbondanza a field recording, sample, manipolazioni di suoni non-musicali, estrapolare conversazioni/recitazioni e incastonarle nella musica; quel che ne esce proietta i Pando in una dimensione lugubre e malsana, un clima di attesa gonfio d’angoscia, quello permeante le tracce spogliate degli elementi più arcigni e aggressivi. In questi casi, come quando udiamo un dolente violino e un gelido pianoforte in “Excarnation”, siamo avvolti da spire di soundtrack, nenie mormoranti, un ondivago accavallarsi di suoni all’interno di composizioni destrutturate, mescolanti in prevalenza drone e noise. Un fluire a scatti, non privo di una sua chiarezza espressiva, nonostante l’ermetismo oscuro che ne guida l’azione. Nulla comunque che faccia pensare a soluzioni buttate lì a casaccio, giusto per suonare strambi ma senza avere idea della direzione da percorrere. Certamente, l’avere affinità ai ruminanti mantra di scuola Sunn O))) aiuta a penetrare il significato di brani come l’apertura gonfia di feedback di “Agapē”, con quella grumosa chitarra alla Stephen O’Malley a colpire greve e ottusa le nostre sinapsi; oppure a non essere respinti da “The Octagon Room”, strisciante litania drone/doom che potrebbe quasi intrecciarsi alle traiettorie del funeral doom finnico più malevolo.
Decisamente più accessibili e adrenaliniche le circostanze in cui i Pando si abbandonano al black metal, coalizzando nella loro interpretazione del genere spunti crust e sludge, che assieme al già ben codificato impianto noise fa diventare “Total Station Theodolite” e “The Molds Of Men” delle velenosissime schegge di suono black metal moderno; molto americano, lo definiremmo, nel suo farsi portavoce di un riuscito ‘meticciato’ con altre correnti soniche imbevute di sporcizia e malessere. Cogliamo pure una certa pulsione alle dense stratificazioni post-metal, ricordando alla lontana le brume dipinte dagli Altar Of Plagues nel loro disco-epitaffio “Teethed Glory & Injury” (evidenti soprattutto in “Dadaism”). La componete nichilista e la marcescenza sono in ogni caso i perni attorni ai quali si slanciano e ritorcono tali composizioni, in alcuni momenti catacombali e soffocanti, in questo andando a riprendere qualche vago scampolo di death metal primordiale. I Pando, qualsivoglia sia il modo in cui indirizzano le sorti di una traccia, denotano preparazione e capacità di evocare atmosfere sinistre e ammorbanti; la disomogeneità complessiva, però, pone anche qualche freno all’apprezzamento di “Rites” nella sua interezza. Una maggiore continuità su alcuni registri avrebbe giocato alla fluidità del lavoro, a tratti lievemente incompiuto: con maggior ordine nella stesura e interpretazione, avremmo avuto qualcosa di ancor più pressante e avvincente.

TRACKLIST

  1. Agapē
  2. Dadaism
  3. In God We Trust With Our Cold Dead Hand
  4. Total Station Theodolite
  5. The Molds Of Men
  6. I Want To Believe
  7. Excarnation
  8. The Octagon Room
  9. On The Shores Of Hell
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