PANTHEIST – Seeking Infinity

Pubblicato il 15/01/2019 da
voto
7.0
  • Band: PANTHEIST
  • Durata: 00:59:57
  • Disponibile dal: 14/09/2018
  • Etichetta: Melancholic Realm Productions
  • Distributore:

Riconosciuti e apprezzati come uno dei nomi cardine della scena funeral doom, i Pantheist negli ultimi anni si erano fatti vivi soltanto per sporadiche esibizioni dal vivo, tenendosi invece inattivi sul fronte discografico. Risaliva infatti al 2011 l’ultimo album, “Pantheist”, nel frattempo a mantenere impegni fitti e dedicati a contesti poliedrici era il cantante/tastierista Kostis Panagiotou, protagonista a vario titolo nelle opere di Landskap, Towards Atlantis Light, Wastes e il suo omonimo progetto solista. “Seeking Infinity” esce quindi lungamente atteso e risente principalmente del gusto teatrale, istrionico ed esplorativo del frontman, che come accade dal vivo sembra proiettare la sua ombra su ogni aspetto del sound. L’indole progressiva del quintetto si sviluppa a partire dalle magniloquenti note d’organo, che portano la mente a viaggiare a ritroso nel tempo, in una dimensione arcana che volentieri induce alla contemplazione. Panagiotou usa le tastiere per costruire stratificati soundscape, nei quali sinfonie, ambient, astrazioni sottili si scavano spazi di isolamento dal classico riffing funeral doom, durante i quali il singer declama o recita testi introspettivi e dalla forte carica mistica. Il resto della band interpreta il proprio operato come un attento lavoro di supporto alle idee del mastermind, la centralità di tastiere e voce pone tutto il resto in secondo piano. Le chitarre hanno comunque importante voce in capitolo, i Pantheist si dimostrano all’altezza quando c’è da sfoderare un minimo di muscolarità e farsi trascinare in una serrata aggressione di origine death-doom.
L’onnipresente organo immerge in una solenne atmosfera ecclesiastica fin dalla rabbiosa apertura di “Control & Fire”, che nella sua seconda parte si discioglie in un soave intermezzo pianistico, prima di concedere campo a uno squadrato midtempo. L’interesse per forme di cantato anch’esse di derivazione cerimoniale si riflette in un misurato ricorso alla coralità e nella volontà di cambiare spesso registro, come se andasse in scena un’opera sinfonica, solo virata verso il doom. Perché, in effetti, parlare di genere funeral per i Pantheist inizia ad essere fuorviante, visto che le sonorità lente e decadenti sono ad oggi un punto di partenza per librarsi verso orizzonti che guardano alla musica da camera, a quella per solo pianoforte, all’avantgarde. Le tracce, al loro interno, si segmentano in movimenti netti, sottocapitoli che non per forza mirano alla compattezza e a una perfetta consequenzialità. Lamenti chitarristici e growl strazianti arrivano magari dopo un prolungato soliloquio del piano, oppure una pausa ambient si apre nel mezzo di uno slow tempo soffocante, senza che vi siano state avvisaglie per un brusco cambiamento d’abito. La grande varietà sonora, condotta a ritmi compositi seppure assecondando un moto lento e ondeggiante, va però a volte a cozzare con un cerebralismo non sempre così affascinante, che non convince neanche dopo numerosi ascolti. È soprattutto quando la voce di Panagiotou resta fuori campo che la musica può farsi farraginosa e trascinarsi con qualche incertezza, perdendosi magari in soluzioni fini a se stesse. Peccatucci sparsi che non mortificano un disco di buona fattura, che non ha la forza per competere con i migliori prodotti in fatto di funeral doom apprezzati nel 2018, fossero un “The Incubus Of Karma” dei Mournful Congregation o “The Forestroamer” dei Woebegone Obscured.

TRACKLIST

  1. Eye of the Universe
  2. Control And Fire
  3. 500 BC to 30 AD- The Enlightened Ones
  4. 1453: An Empire Crumbles
  5. Emergence
  6. Seeking Infinity, Reaching Eternity
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