PARADISE LOST – One Second

Pubblicato il 14/07/1997 da
voto
7.5
  • Band: PARADISE LOST
  • Durata: 00:51:04
  • Disponibile dal: 14/07/1997
  • Etichetta:
  • Music For Nations
  • Distributore: Audioglobe

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Dopo aver infilato un poker clamoroso di album superlativi uno dietro l’altro – “Gothic”, “Shades Of God”, “Icon” e “Draconian Times”, fra i quali almeno tre sono seminali per gothic metal e doom-gothic metal – i Paradise Lost arrivano nel 1997 con la pancia un po’ piena, satolla di acclamazioni, sazia di tour e, probabilmente, leggermente nauseata dalle sonorità che li hanno portati nell’Olimpo dell’heavy metal tutto. Inoltre, è giunto il tempo per Gregor Mackintosh di comprarsi una tastiera e provare a sentire cosa diavolo questo strumento può fargli tirare fuori ancora dal suo intraprendente animo da puro songwriter d’eccezione.
La passione della band per The Sisters Of Mercy e Depeche Mode è risaputa, quindi non apparve poi tanto strano, all’epoca, questo deciso mutamento di forma mentis della band; oppure scriviamolo meglio: il sound contenuto in “One Second” – il tempo di un battito di ciglia fra la vita e la morte, sulla cover e sulla backcover – si mantiene oscuro e tenebroso, a tratti decadente, depresso e malinconico, ma viene estrapolato dall’operato del gruppo attraverso strumenti e scelte di produzione diverse rispetto al passato, per raggiungere gli in parte attoniti aficionados colpendoli di sorpresa. L’album è difatti incentrato su composizioni partorite su tastiera, abbonda di sintetizzatori, loop, sample, orchestrazioni e pattern elettronici e, se l’atmosfera, come abbiamo già scritto, è comunque cupa e buia, i mezzi per raggiungere l’obiettivo finale cambiano radicalmente. Tanto radicalmente che – inevitabile – la fanbase dei Paradise Lost si spezza praticamente in tre: chi abbraccia completamente il nuovo corso – che sappiamo poi proseguirà per altri tre dischi e mezzo -, chi ripudia le gesta della formazione di Halifax senza nessuna remora, e chi, come chi scrive, accetta di buon grado il disco ‘diverso’ ma decide di abbandonare la band per diversi anni, non riconoscendosi più nel suo modus esprimendi.
A distanza di anni, oggettivamente, fece forse più effetto il cambio di look radicale, così come l’artwork minimale proposto dal booklet del CD, più che la rivoluzione stilistica in atto. Difatti, è da sempliciotti considerare “One Second” una caduta di tono nella folta discografia dei PL, in quanto si rivelò fin da quasi subito sapiente contenitore di ottime canzoni, quasi tutte pronte per il ruolo da hit-single, e dotate di una musicalità cristallina. Vero, la titletrack è ballabile, così come l’ormai famosissima “Say Just Words” spopolò abbastanza nelle disco-rock di fine anni Novanta e inizio Duemila, ma stiamo chiaramente parlando di musicisti pressoché incapaci di comporre brutte canzoni: all’interno della tracklist possiamo trovare dei succulenti piatti traboccanti sughi prelibati o, in alternanza, spezie delicate e odorose, dosate con assoluta classe e alte capacità. Holmes canta chiaramente solo in pulito, spesso con l’aiuto di filtri ed effetti vocali, mentre le chitarre di Mackintosh e Aedy fungono da solido contrappeso a tutta l’impalcatura di keyboards e programming che sorregge il lavoro. La forma-canzone diventa padrone del songwriting di Mackintosh, senza ancora esplorare a fondo l’afflato gothic-rock (ed electro-pop) che arriverà negli anni seguenti.
Siamo quindi di fronte ad un disco tendenzialmente ibrido ma non di transizione; in “One Second” la transizione è già avvenuta, di colpo, a seguito di una precisa volontà di staccarsi un po’ dal fin lì seminato per andare ad esplorare il lato nascosto delle personalità componenti questa magnifica formazione. Brani spettacolari quali “This Cold Life”, “Blood Of Another” o “Sane” la dicono lunga su quanto i Nostri siano stati lungimiranti nell’evocare il loro spirito guida più danzereccio, mainstream e accessibile, unito ad un piglio rock-metal di quelli che ‘tiravano’ bene in quel periodo. Un mezzo colpo al cuore ventitré anni fa, sì, ma se ascoltato ora…quanta bellezza!

 

TRACKLIST

  1. One Second
  2. Say Just Words
  3. Lydia
  4. Mercy
  5. Soul Courageous
  6. Another Day
  7. The Sufferer
  8. This Cold Life
  9. Blood Of Another
  10. Disappear
  11. Sane
  12. Take Me Down
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