voto
6.5
6.5
- Band: PARADOX
- Durata: 00:52:39
- Disponibile dal: 10/01/2008
- Etichetta:
- AFM Records
- Distributore: Audioglobe
Sono passati ben otto anni da “Collision Course”, l’ultima uscita targata Paradox, gruppo tedesco attivo da circa un ventennio. Un silenzio lungo e purtroppo influenzato da una serie di lutti familiari che hanno colpito il cantante chitarrista, nonché principale compositore, Charly Steinhauer. Come se non bastasse, Charly ha anche sofferto di una grave patologia intestinale che lo ha portato ad un passo dalla morte. La sua forza gli ha però permesso di rimettersi e far rinascere anche la band con una serie di concerti ed infine questo album di thrash power tirato e rabbioso. Il disco trae ispirazione dal thrash ottantiano sia della Bay Area che tedesco, e lo coniuga con elementi tipici del power. Ecco quindi che la velocità di Gamma Ray e primi Rage si unisce all’aggressività dei riff di Metallica, Exodus e Destruction in un mix ben rappresentato ad esempio dallo speed metal di “Hyperspeed Hallucinations”. Ottima anche l’apertura con “Second Over Third By Force”, pezzo thrash d’assalto che rappresenta forse l’episodio più immediato del disco. Le composizioni sono infatti abbastanza ostiche e serve più di un ascolto per entrare in sintonia con esse. Anche le linee vocali sono generalmente poco dirette, particolari e non troverete quindi ritornelli facili o melodie catchy. Questi elementi rendono sicuramente più personale il sound ma a volte oltrepassano il limite e i brani perdono di impatto. E’ il caso ad esempio di canzoni come “Infected” o “Disconnected”, brani dalle ritmiche serratissime vicine agli Iced Earth più thrash e veloci ma un po’ troppo omogenee e con pochi punti di riferimento. I suoni di chitarra non sono impeccabili e in alcuni frangenti appaiono poco definiti e quasi caotici, fatto che alla lunga può stancare. A parte questi difetti, “Electrify” è un disco di discreta fattura e che, a conti fatti, si addice soprattutto a chi ama il metal tradizionale ad alta velocità.
