PARADOX – Heresy II – End Of A Legend

Pubblicato il 28/09/2021 da
voto
8.0
  • Band: PARADOX
  • Durata: 01:15:45
  • Disponibile dal: 24/09/2021
  • Etichetta:
  • AFM Records
  • Distributore: Audioglobe

Spotify:

Apple Music:

Davanti a una discografia come quella dei Paradox, alla loro lunga, tormentata, storia, al valore di quanto prodotto, seguito con attenzione solo da una ristretta cerchia di fan, probabilmente limitata in rapporto a quanto di buono offerto alla causa del metal, la prima reazione che si ha quella di provare profondo rispetto per l’operato della band di Wurzburg. Rispetto che si tramuta in fretta in ammirazione, quando ci si accorge che con quarant’anni di carriera sul groppone, nonostante le numerose vicissitudini sofferte dal leader Charly Steinhauer, l’ottavo album “Heresy II – End Of A Legend” è un album estremamente al passo coi tempi, Paradox al 100%, coraggioso negli intenti quanto nella realizzazione definitiva. Siamo infatti al cospetto della seconda parte di quello che è probabilmente l’album simbolo del gruppo tedesco, quell’”Heresy” che nel 1990, quando il seguito per il genere stava iniziando a flettere, consacrava il valore di una formazione tra le più importanti dello scenario thrash europeo.
La sua seconda parte suona come una chiamata alle armi per tutti i fan di lunga data del quartetto, che vede ricomparire di fianco a Steinhauer il chitarrista Christian Münzner e il bassista Olly Keller, e addirittura il batterista Axel Blaha, fuori dai giochi proprio dai tempi di “Heresy”! Partiamo allora da qua, per inquadrare la riuscita di “Heresy II…”. Come vi aspettereste che suonasse un batterista fuori dal giro da tutto questo tempo? Difficilmente, ci si attenderebbe l’uragano messo in piedi da Blaha, che sfodera una prestazione di grande solidità e impatto, un drumming devastante, neppure in difetto di brio e filler di rilievo.
Assassina, ad essere eufemistici, l’accoppiata iniziale di “Escape From The Burning “-“Mountains And Caves”, due cavalcate a briglia sciolta divise tra uptempo poderosi e tempi medi intensissimi, che rinverdiscono l’età aurea del power tedesco, quello degli anni migliori di Rage e Running Wild, condendoli con un piglio thrash più spinto. E si prosegue sulla medesima scia, regalando epos a piene mani, passando per “The Visitors”, le note dark di “Children Of A Virgin”, le cadenze attira-mosh di “Journey Into Fear”; riff arrembanti, melodie d’acciaio, chorus opulenti e gradite incursioni corali, non manca nulla per tinteggiare un quadro fastoso, qualcosa che anche in ambito epic metal, quanto a pathos, non è così comune percepire. La storia dei crociati che andarono a sfidare i catari e la loro eresia si staglia davanti ai nostri occhi, sentiamo i rumori degli scontri, le grida di dolore, tutto assume vividezza, quando la potenza degli strumenti è così possente e carica di feeling. I Paradox prestano cura certosina negli accavallamenti vocali, presentando intrecci di voci che accrescono la drammaticità dell’insieme, trasformando ogni traccia in un racconto corale, dando addirittura un taglio da rock opera – filtrata di thrash, naturalmente – a questo “Heresy II…”.
La prestazione di Steinhauer alla voce è ammirevole: un’interpretazione accorata delle vicende, una forza distruttiva all’altezza degli strumenti e una buona elasticità nel passare da momenti di puro attacco, ad altri dove vi è da ricercare maggior morbidezza. Come nell’unico vero attimo di rilassamento del disco, con l’articolata “A Meeting Of Minds”, divisa tra spunti da semiballad e improvvisi intorbidimenti. Spartiacque di un album che forse, nella sua seconda metà, ha il parziale torto di rimanere un po’ sugli stessi concetti espressi fino a quel punto, senza dare impulso a ulteriori idee. Un piccolo senso di ripetitività all’interno di brani comunque ragguardevoli per piglio e qualità dei riff; non soffrono certo di piattezza “Priestly Vows” e le due parti di “A Man Of Sorrow”, ricalcano soltanto schemi e melodie già mandati a memoria con quanto è arrivato prima. Siamo consapevoli che andiamo a cercare un po’ il pelo nell’uovo, in un disco che mette i Paradox al centro dello scenario thrash odierno. Epic thrash metal, se ci passate la definizione, come non se ne ascolta tutti i giorni.

 

TRACKLIST

  1. Escape from the Burning
  2. Mountains and Caves
  3. The Visitors
  4. Children of a Virgin
  5. Journey into Fear
  6. Burying a Treasure
  7. A Meeting of Minds
  8. Priestly Vows
  9. Unholy Conspiracy
  10. A Man of Sorrow (Prologue)
  11. A Man of Sorrow
  12. The Great Denial
  13. End of a Legend
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.