PARADOX – Mysterium

Pubblicato il 23/09/2025 da
voto
8.0
  • Band: PARADOX
  • Durata: 00:57:30
  • Disponibile dal: 26/09/2025
  • Etichetta:
  • High Roller Records

Ce l’ha fatta pure stavolta, Charly Steinhauer. Ce l’ha fatta a produrre un altro album dei Paradox, band perennemente minacciata da qualche colpo di sfortuna, mai baciata da uno scorrere degli eventi lineare e senza patemi: più volte Steinhauer si è dovuto fermare e ripartire, compiendo arditi slalom tra line-up instabili e problemi di salute del leader stesso del gruppo, cui si è dovuta purtroppo aggiungere, circa due anni fa, la scomparsa del batterista Alex Blaha, tornato a suonare la batteria per “Heresy II: End Of A Legend”, dopo essere stato lungamente inattivo sul fronte musicale.
Trovatosi nuovamente da solo, Steinhauer ha deciso di occuparsi in autonomia di tutti gli strumenti (chitarra e basso suonati, batteria programmata), delle registrazioni (con il solo mastering lasciato a Patrick W. Engel ), mentre per la scrittura dei testi, come già avvenuto in altre occasioni in passato (“Tales Of The Weird” e “Pangea”), si è avvalso della collaborazione di Achim ‘Dax’ Hömerlein, ex membro dei thrasher tedeschi Vendetta. D’altronde, i Paradox sono essenzialmente un suo progetto e da parecchi anni ormai gli altri musicisti che di volta in volta chiamati in studio erano diretta emanazione delle volontà del mastermind. Il quale, anche per questo “Mysterium”, dimostra di non aver perso il suo magico tocco – e magico non è termine che utilizziamo a caso, perché nonostante una certa immutabilità di idee nel corso delle diverse uscite, non sono poi molti i songwriter così abili, se prendiamo in considerazione il power/thrash metal di pregiati cromosomi teutonici.

“Heresy II: End Of A Legend” si era segnalato come una pubblicazione di eccellente qualità, recuperando in parte il feeling del primo “Heresy” (uscito nel lontano 1989) e inserendolo nella cornice più power-oriented dei dischi recenti, mediando saggiamente tra componente epica e la galoppante violenza del thrash. “Mysterium” è se possibile ancora più old-school e ben saldo nella sua bolla spazio-temporale, un qualcosa che, al netto dell’ottima produzione, ci comunica idee e canoni squisitamente ottantiani/novantiani. Power-thrash nudo e puro, figlio della migliore tradizione di queste sonorità, scolpito attraverso una serie di brani ficcanti, entusiasti, pervasi di grande ardore e di una passionalità priva di calcoli e ragionamenti.
Sembrerà un discorso da defender cocciuti, ma la tracklist di “Mysterium” spazza via tutti quei discorsi che a volte ci arrovellano in tema di evoluzioni, cambiamenti, necessità di adeguarsi ai tempi che corrono. Questo è un album che parla una lingua arcinota e lo fa in modo integerrimo, variando quanto basta la formula da una canzone all’altra, basandosi essenzialmente su uno splendido riffing d’acciaio, una solista fuori categoria pur senza virtuosismi e l’immutabile arte di scrivere pezzi travolgenti e profondi, moderatamente articolati pur restando diretti e carichi di foga.

“Kholat” inietta subito tonnellate di adrenalina, tra ritmi frenetici, strofe incalzanti, un ardore epico che sa tanto di primordi del metallo teutonico e, miscelata al riffing nervoso e incalzante di Steinhauer, trova nuova linfa vitale. Nonostante sia solo programmata, anche la batteria non suona asettica o monocorde, dimostrando la grande competenza del musicista di Wurzburg anche in questo campo. Pure la voce, imperfetta, lievemente segnata dagli anni, è l’ingrediente ideale per questo tipo di musica, così aggressiva e piena di sentimento, calata nella parte, tra ardori di battaglia e rustica verve melodica.
La tracklist è sicuramente sbilanciata verso un’interpretazione quasi speed metal della classica materia Paradox, togliendo qualcosa in termini di varietà ma guadagnando tantissimo quanto a compattezza. “Abyss Of Pain And Fear”, la travolgente e parossistica “Those Who Resist”, “One Way Ticket To Die” viaggiano selvagge e grondano grandeur, intervallando stacchi serrati, chorus magnetici e duelli solisti mozzafiato: alta scuola, insomma. La melodia gioca comunque un ruolo da protagonista e non mancano concessioni a parentesi più quiete e gentili, introdotte per infondere un pizzico di atmosfera, prima di un altro feroce assalto.

Nonostante l’insistenza su partiture molto tese e in costante attacco frontale, non si cade in soluzioni di maniera. Così, anche la seconda parte di tracklist prosegue con il medesimo slancio della prima metà. “Fragrance Of Violence” è l’ennesima carica a testa bassa del disco, per nulla ammansita da un accenno di coralità nel ritornello, dal sapore quasi alla vecchi Blind Guardian.
Più complessa e lavorata l’altrettanto incendiaria title-track, dove i ritmi si fanno più variegati e irrompono anche possenti midtempo, a suggellare l’ennesimo colpo da maestro di Steinhauer, il quale ribadisce con “Mysterium” il suo status di leggenda underground.
Oggi come sempre nella loro storia, i Paradox non tradiscono chi li ama e li segue da una vita.

 

TRACKLIST

  1. Kholat
  2. Abyss Of Pain And Fear
  3. Grief
  4. Those Who Resist
  5. One Way Ticket To Die
  6. Pile Of Shame
  7. Tunguska
  8. Fragrance Of Violence
  9. Mysterium
  10. The Demon God
  11. Within The Realms Of Gray (CD Bonus)
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