7.0
- Band: PARADOX
- Durata: 00:48:27
- Disponibile dal: 16/10/2009
- Etichetta:
- AFM Records
- Distributore: Audioglobe
Dopo il discreto “Electrify”, album che aveva riportato sulla scena i Paradox a seguito di una serie di tragedie familiari che avevano colpito il mastermind Charly Steinhauer, la band riprende con il qui presente “Riot Squad”. Questa volta il gruppo punta su uno speed thrash come al solito non privo di melodie ma, rispetto al precedente, più duro e meno variegato, dai riff più secchi e aggressivi, complice anche una bella produzione dai suoni più potenti. In altre parole: più classicamente thrash. Questa volta meno influenze power e nessun pezzo tranquillo in stile “Cyberspace Romance” ma dieci brani diretti, tirati e taglienti come lamette, resi più personali dalla voce di Charlye, non un fenomeno dietro al microfono ma ad ogni modo chiaramente identificabile. L’inizio è esplosivo, con una bella tripletta che non lascia dubbi circa la carica che il gruppo ha accumulato nei suoi ormai ventidue anni di live e songwriting. “Suburban Riot Squad” è infatti un’ottima opener, veloce, riffatissima e dal chorus immediato. La successiva e frenetica “Hollow Peace”, condotta a tutta velocità dal drumming in grande risalto di Roland Jahoda, non è da meno, mentre “Riptide” è un up tempo più massiccio e cadenzato come riff che spezza per un attimo la corsa a folle velocità del quartetto. Come al solito il guitar work non risparmia iperveloci incursioni soliste e melodie più o meno accentuate a seconda dei casi, impreziosendo così i brani senza risultare invadente. Degne di nota anche “Evolution Reset” e la sparatissima “No Place To Survive”, brani incalzanti e senza fronzoli sulle stesse coordinate dei primi menzionati. A ben vedere il difetto principale di “Riot Squad” é proprio quello di essere un po’ ripetitivo in quanto a soluzioni adottate, ma rimane comunque un buon album, migliore anche del suo predecessore.
