PATHOLOGY – Pathology

Pubblicato il 20/09/2017 da
voto
5.0
  • Band: PATHOLOGY
  • Durata: 00:31:56
  • Disponibile dal: 21/07/2017
  • Etichetta: Comatose Music
  • Distributore:

Qualcuno crede davvero che sia ancora necessario spendere delle parole descrittive in merito all’attività musicale dei Pathology? C’è ancora qualche ignaro ascoltatore death metal che non ha mai sentito niente dalla ormai corposissima discografia della band americana? Crediamo che entrambe queste domande abbiano esito negativo, ma ci avvicenderemo lo stesso alla recensione di “Pathology”, omonimo album della band edito stavolta da Comatose Music. Possiamo certamente affermare che la novità più saliente di questo dischetto rispetto ai suoi precedenti è la maggiore distanza cronologica della sua uscita rispetto ai ritmi frenetici del passato, visto che esce a ben tre anni di distanza da “Throne Of Reign”, andando a spezzare la cadenza annuale delle uscite targate a nome del gruppo. Non crediate però, che questa pausa corrisponda ad una qualche forma di sofisticazione o varietà nel sound degli americani: “Pathology” riparte esattamente da dove ci eravamo fermati pochi anni fa, dimostrando paradossalmente una superficialità ancora più marcata rispetto al passato. Il versante musicale, tornato incredibilmente ancora più scarno e semplice che mai, viene totalmente sottomesso alla prova vocale asfaltante di Matti Way, che con il suo growl incomprensibile e gorgogliante, copre completamente qualsiasi frequenza relativa agli altri strumenti, in una incomprensibile scelta di porre la voce ad un volume follemente maggiore rispetto al resto. Già di per sé, questa trovata rende l’ascolto sfiancante e monotono, mentre lo scialbo guitar work di Tim Tiszczenko sembra davvero aver raggiunto il capolinea in termini di verve e creatività: le canzoni infatti iniziano tutte uguali, finiscono nella stessa maniera identica e vengono infarcite al loro interno di soluzioni assolutamente approssimative ed eccessivamente spartane, con prevedibili inserti pseudotecnici e richiami atmosferici svogliati e senza carattere. Anche Dave Astor alle pelli sembra girare ossessivamente dietro gli stessi pattern ritmici, rendendo la tracklist un’unica noiosa sequela di riff incollati l’uno all’altro. Pretendere costantemente innovazione da una band può talvolta rivelarsi una chiave di lettura sbagliata con cui affrontare le intenzioni e l’attitudine della sua musica: pretendere però, che dopo undici anni di carriera e nove releases ufficiali, vengano quantomeno rispettati, se non migliorati, certi standard qualitativi è cosa più che giusta: non è il caso dei Pathology, che raggiungono oggi con questa forzata pubblicazione il livello minimo della loro storia. Difficilmente crediamo che riusciranno mai a risollevarsi dal baratro in cui sono caduti vertiginosamente…

TRACKLIST

  1. Lamentation
  2. Dolorous
  3. Litany
  4. Servitors
  5. Dissevered
  6. Putrescent
  7. Doth
  8. Shudder
  9. Opprobrium
  10. Vermilion
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