PATRISTIC – Apologetica

Pubblicato il 06/05/2022 da
voto
7.0
  • Band: PATRISTIC
  • Durata: 00:20:29
  • Disponibile dal: 06/05/2022
  • Etichetta:
  • Pulverised Records

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L’underground romano è vivo e vegeto. Ce lo hanno ricordato in questi giorni i Bedsore, confermatisi su alti livelli grazie allo split con i giapponesi Mortal Incarnation, e lo ribadiscono oggi con altrettanta veemenza i Patristic, gruppo di recente formazione che vede il chitarrista Enrico Schettino – già mente degli affermati Hideous Divinity – esplorare definitivamente lidi black metal spalleggiato da Jacopo Gianmaria Pepe alla voce, guardacaso membro dei progressive death metaller citati poc’anzi. Una comunione di intenti da cui scaturisce un EP febbrile e inequivocabilmente legato alla scuola più moderna del genere, nel quale un approccio alla scrittura tecnico, muscolare e dissonante (Islanda? Stati Uniti?) si manifesta attraverso una serie di composizioni in continuo divenire, intente a diramarsi e ricongiungersi secondo schemi puramente emozionali, o comunque non riconducibili alla classica forma canzone.
L’intento è chiaramente quello di scandire un’enigmatica e torbida narrazione, un percorso non lineare eppure sempre fluido e coerente, da approcciare sì con un certo grado di attenzione, vista la natura ‘evoluta’ della proposta, ma anche con il cuore, abbandonandosi senza troppi pensieri al moto ondulatorio dei tre brani qui presentati. Mini-suite – fatta eccezione per la breve “Praescriptio I” – che non sempre riescono a celare l’influenza di alcuni capisaldi della scena e il tocco dei nomi coinvolti (l’intro della titletrack, in particolare, potrebbe benissimo provenire da un “Simulacrum” o da un “Adveniens”), ma che in definitiva evidenziano un autorevole rigore nel maneggiamento di certe soluzioni, per un risultato finale magari non ancora folgorante, ma dalle indubbie doti espressive.
Si sente che il tutto è opera di musicisti esperti, i quali devono avere valutato bene le loro mosse prima di avviare questo nuovo progetto, e ciò che ne consegue è un ‘buona la prima’ che suscita da subito curiosità per l’avvenire e che solo una produzione un po’ troppo fredda e inorganica smorza nei suoi obiettivi, da non lasciarsi sfuggire qualora si fosse grandi fan di Akhlys, Svartidauði e compagnia misterica. Qualora rientraste nella categoria, affrettatevi a prendere nota.

TRACKLIST

  1. Apologetica
  2. Praescriptio I
  3. Praescriptio II
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