PAUL CHAIN – Ash 2015

Pubblicato il 10/03/2016 da
voto
7.0

Originariamente uscito nel 1988, “Ash” viene oggi ristampato dalla sempre prolifica Minotauro Records. Il disco in questione rappresenta un punto molto importante per carriera di Paul Chain, perché storicamente si colloca subito prima del capolavoro “Violet Art Of Improvisation” e stilisticamente racchiude più facce dell’estro dell’artista pesarese. La prima parte del lavoro infatti segue coordinate prettamente heavy metal, a partire dal brano iniziale “Eternal Flame”, un esempio di classic speed metal, veloce e violento. Chain alla chitarra si rende autore di ritmiche taglienti ed assoli molto calibrati e di gusto. La voce sporca e roca dona al brano un forte alone maligno, marchio di fabbrica dell’artista in quel periodo storico. La successiva “Image Down” rallenta appena il tempo d’esecuzione, ma il sound si conferma potente ed incalzante. Il pezzo possiede atmosfere sinistre e blasfeme, tanto da portare chiare reminiscenze Death SS. I giri di chitarra ritmica ripetuti all’infinito soffocano, ma nella concezione positiva del termine, in quanto determinanti per creare quell’alone di oscurità di cui Chain è maestro. “Electroshock” spinge la musica di Paul verso lidi ancora più estremi, siamo di fronte ad un pezzo di proto-thrash che ci ricorda i primi Slayer e Metallica. Da questo punto dell’ascolto, “Ash” cambia nettamente registro e lascia spazio alla vena più artistica e sperimentale di Paul Chain, la strumentale “Abyss” viene costruita su parti di organo e tastiere e sembra estratto da un’ipotetica colonna sonora di un film horror degli anni Sessanta e Settanta. “I Remember A Black Mass” si presenta invece come una maligna canzone doom, infarcita di tastiere, qui Paul Chain spinge la sua voce ad interpretare le linee vocali come un tormentato e lugubre lamento spettrale. La ristampa di “Ash” contiene due bonus track, la prima è “Moment Of Rage”, altra bordata speed metal che originariamente fu scartata da Chain in persona in quanto non ritenuta dall’artista pienamente soddisfacente. Per finire, “Undead” (già apparsa nei primi quattro volumi delle “Relative Tapes 1980-1990”) è un brano alla Motörhead non particolarmente ispirato, che punta tutto sull’impatto sonoro. Purtroppo questa bonus track gode di una produzione nettamente inferiore, soprattutto per quanto riguarda batteria e chitarre, rispetto agli altri capitoli del disco. Molto interessante le note storiche presenti nel booklet di questa ristampa, che raccontano brevemente la storia della nascita di questo “Ash”. Un altro tassello per riscoprire uno dei più geniali musicisti della scena italiana è stato fissato.

TRACKLIST

  1. Eternal Flame
  2. Image Down
  3. Electroshock
  4. Abyss
  5. I Remember a Black Mass
  6. Moment Of Rage
  7. Undead
2 commenti
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