PAUL CHAIN VIOLET THEATRE – In the Darkness 2015

Pubblicato il 26/02/2016 da
voto
7.0

Riscoprire un artista come Paul Chain è un momento molto importante per la cultura musicale di vecchi fan e più giovani rocker che per motivi anagrafici non hanno potuto vivere in prima persona l’evoluzione artistica di uno dei musicisti più geniali dell’intero panorama musicale italiano. “In the Darkness”, pubblicato originariamente nel lontano 1986, è il secondo lavoro dei Paul Chain Violet Theatre, formazione in cui Catena si circonda di musicisti talentuosi, tra cui alcuni ex compagni di band ai tempi dei Death SS. La prima parte del disco, ovvero i quattro brani iniziali, vedono Chain nella sua veste più psichedelica ed intimista. “Welcome Go My Hell” possiede un gusto british nel suo incedere rock psichedelico, le liriche intonate con enfasi drammatico-teatrale dal buon Paul infondono nell’ascoltatore una strana sensazione maligna e perversa. “Meat” possiede un piglio più heavy grazie ai solidi riff di chitarra ed al drumming di Thomas Hand Chaste, mentre le voci stendono un tappeto di atmosfere fredde e glaciali degne del miglior doom metal. La lunga “War”, oltre sette minuti, ci accompagna con sonorità ambient, accompagnate da un sinistro ed epico organo per tutta la durata del brano. Davvero difficile inquadrare la musica di questo “In The Darkness”, siamo di fronte a pura genialità, in quegli anni l’ispirazione di Paul Chain era ai massimi livelli. Per la seconda parte del disco, al microfono arriva Sanctis Ghoram, compianto ex singer dei Death SS. Con lui, le canzoni assumono connotati più metal. “Grey Life” possiede reminiscenze dei già citati Death SS, la voce demoniaca di Ghoram ed i riff doomegianti di Chain sostengono un brano abbastanza veloce e roccioso. Con “Woman And Knife” i tempi d’esecuzione rallentano per lasciare spazio a sonorità più pesanti e sulfuree, Sanctis al microfono offre una performance davvero sugli scudi. Molto d’impatto “Mortuary Hearse”, che offre un classic heavy metal molto intenso e pieno di groove, con un Chain in grandissimo spolvero alla chitarra. Il disco si chiude con la lunga title track, il chitarrista torna ad appropriarsi del microfono e dà vita ad un gioiello di epic doom maligno e malato, che ha il merito di incutere un timore ancestrale durante l’ascolto. Complimenti a Minotauro Records per aver ristampato “In The Darkness”, disco che festeggia i suoi primi trent’anni, uno dei lavori più ispirati della mostruosa discografia del chitarrista pesarese. Per i molti che non possiedono l’originale, vale la pena di procurarsi questa ristampa a tutti i costi. Un ultimo appunto specifico: il voto assegnato si riferisce alla ristampa in sé, che non contiene bonus track o materiale inedito rispetto alla versione originale; se dovessimo giudicare invece soltanto la musica, potreste aggiungere un buon punto e mezzo alla valutazione.

TRACKLIST

  1. Welcome to My Hell
  2. Meat
  3. War
  4. Crazy
  5. Grey Life
  6. Woman and Knife
  7. Mortuary Hearse
  8. In the Darkness
3 commenti
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