PAUL GILBERT – I Can Destroy

Pubblicato il 28/06/2016 da
voto
7.5
  • Band: PAUL GILBERT
  • Durata: 00:57:56
  • Disponibile dal: 05/27/2016
  • Etichetta: earMusic
  • Distributore: Edel

Come si fa a non farsi stare simpatico Paul Gilbert? Il chitarrista di Mr. Big e Racer X è simpatico, alla mano, bravo sulla sei corde a livelli impensabili eppure per nulla pretenzioso o vanitoso. Per nulla rock-star, per dirla tutta. Questo nuovo “I Can Destroy” segue i buoni “Fuzz Universe” e “Vibrato” di solo qualche anno, ma rispetto a questi due titoli l’impressione è che l’album tenga gli occhi puntati maggiormente su un passato più remoto, e su quindi i suoi primi lavori solisti o con i Racer X. Con questo non intendiamo dire che si tratta di un lavoro nostalgico o in qualche modo già sentito… anzi, forse proprio il contrario. Quello che a nostro avviso viene recuperato da album quali “Flying Dog” o “King Of Clubs” è proprio il senso di freschezza, di novità, che ne scaturiva. La voglia di un chitarrista dotato di una grande estro di fare esplodere questa creatività, tenendo al primo posto sempre il concetto di divertirsi con la propria arte. In quest’ultima frase abbiamo volutamente usato una parola chiave, il ‘divertirsi’, che è un vero leit-motiv per l’intero album: tutto in “I Can Destroy” parla infatti di un approccio leggero, scanzonato, alla musica e alla chitarra, emozione che viene forse addirittura esaltata nelle nostre orecchie dal contrasto con l’incredibile preparazione tecnica del chitarrista di Carbondale, come sempre su livelli ‘top’. La dice lunga un titolo (e una canzone) come “Everybody Use Your Goddamn Turn Signal”, ottimo esempio di come si possa creare del buon rock esprimendo con chiarezza il proprio pensiero anche appoggiandosi a una tematica un po’ frivola, triviale, un qualcosa di tutti i giorni. Un carosello di stili e generi viene poi girato dall’abile mazziere come carte da gioco, ognuno sciorinato davanti a noi con una scioltezza e una confortevolezza invidiabile: dopo lo sferragliante rock dello spiritoso inizio ci troviamo infatti subito avvolti da più metalliche spire grazie a una metal-track come “I Can Destroy”, oppure sfiorati dalle più umide tentazioni della musica di colore statunitense come succede in “Blues Just Saving My Life”. Metal, blues, rock, ma non solo, e la ridda continua con il pop che riecheggia in alcuni passaggio molto radiofonici come “Love We Had” o “I Will be Remembered” oppure addirittura con il quasi-rockabilly di “Gonna Make You Love Me”. Giungere alla fine di questo disco, ve lo garantiamo, è un attimo, e forse appunto, l’unico rammarico che rimane a fine ascolto è proprio l’eccessiva ‘semplicità’ del tutto. Come se l’intero album fosse troppo “poco” strutturato per essere l’album di un chitarrista solista come i vari Vai, Satriani etc. Però, adoriamo Gilbert anche per questo: ci ha fornito dell’ottima musica, suonata ottimamente e con un piglio francamente irresistibile. Non crediamo che a un disco di questo tipo serva altro, per cui… Let’s Rock!

TRACKLIST

  1. Everybody Use Your Goddamn Turn Signal
  2. I Can Destroy
  3. Knocking On A Locked Door
  4. One Woman Too Many
  5. Women Stop
  6. Gonna Make You Love Me
  7. I Am Not The One (Who Wants To Be With You)
  8. Blues Just Saving My Life
  9. Make It (If We Try)
  10. Love We Had
  11. I Will be Remebered
  12. Adventure And Trouble
  13. Great White Buffalo (bonus track)
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