PENSEES NOCTURNES – Grotesque

Pubblicato il 06/08/2010 da
voto
6.5
  • Band: PENSEES NOCTURNES
  • Durata: 00:53:29
  • Disponibile dal: 27/03/2010
  • Etichetta: Les Acteurs de l’Ombre Product
  • Distributore:

Soltanto un anno fa esordiva la one man band transalpina denominata Pensées Nocturnes, guidata dal tuttofare Vaerohn. Il debutto “Vacuum” era un album difficile da digerire, assai grezzo e a tratti approsimativo, che cercava di collegarsi alla rinomata tradizione di depressive black metal espressa in Francia nell’ultimo decennio. Il risultato non era tra i migliori, ma c’erano delle aperture stilistiche appena abozzate che avrebbero potuto dare alla band la possibilità di distinguersi. Distinzione che ora si è realizzata con il successore “Grotesque”: stavolta è bastato il veloce giro di un anno per permettere alla mente contorta e ‘aperta’ di Vaerohn di allontanarsi dai canoni del depressive black metal, forse mai tanto adulati, e di avvicinare nuovi modi e diversi di esprimere la sofferenza, la teatralità ed il grottesco che l’esperienza umana ci fa vivere, che noi lo vogliamo o no. “Grotesque” è un album che stilisticamente parte da un black metal estremo e minimalista, per poi spostarsi verso lidi stravaganti, atmosfere surreali che potrebbero essere vissute nel mondo illusionista e fuori dal mondo di un teatro o persino di un circo. I Pensées Nocturnes cercano di sfuggire alla presa mortale e reale della depressione, una fuga dal mondo vero per rifugiarsi in un antro solitario, ignoto, magari anche un po’ grottesco, ma vivo e vivibile. I Pensées Nocturnes non sono geniali ed il loro secondo album non è un capolavoro, ma è una release che cerca di non essere scontata e ci riesce. Il senso di tenebra ed angoscia che la band francese riesce talvolta a costruire può ricordare il geniale (quello sì) gruppo australiano dei Virgin Black, e anche l’alternanza di atmosfere aiuta a creare un mood incerto ed inquieto che fa bene a personalizzare la release. Qui il black metal (con una buona dose di black/doom) ha la sola funzione di collante tra i vari stadi di umore della band che si esprimono in bizzarri svolazzi pindarici musicali. Se amate un po’ la teatralità e la pazzia all’interno di un genere che dovrebbe essere soltanto bestiale, allora potreste anche dare una possibilità a questa band transalpina…

TRACKLIST

  1. Vulgum Pecus
  2. Paria
  3. Rahu
  4. Eros
  5. Monosis
  6. Hel
  7. Thokk
  8. Suivant
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