PENTACLE / DEATHFUCKER – Spawn of the Graveless Deity

Pubblicato il 09/05/2026 da
voto
7.0
  • Band: DEATHFUCKER , PENTACLE
  • Durata: 00:44:42
  • Disponibile dal: 13/04/2026
  • Etichetta:
  • Iron Pegasus
  • Unholy Domain Records
Player non ancora disponibile.

Uno split di prestigio, di quelli che hanno ancora un senso preciso all’interno della grammatica dell’underground: mettere in dialogo generazioni diverse, ribadire coordinate stilistiche e, soprattutto, celebrare una certa idea di death metal che non ha mai avuto bisogno di forze esterne per sopravvivere. Da una parte i veterani Pentacle, autentica istituzione del sottosuolo europeo; dall’altra gli italiani Deathfucker, realtà più giovane ma già capace di imporsi con decisione tanto su disco quanto dal vivo.

Sono gli olandesi ad aprire le danze, affidandosi a cinque tracce che non fanno altro che ribadire, con orgoglio e coerenza, la loro poetica immutabile. Il riferimento principale resta quella peculiare rilettura in chiave death metal dei Celtic Frost più classici, filtrata attraverso un approccio che predilige strutture solide, riff essenziali e un senso del groove pesante ma mai davvero monolitico. I midtempo, marchio di fabbrica della band, si muovono ancora una volta lungo quel crinale che evita accuratamente le derive più marziali e stentoree associate agli amici Asphyx, pur lambendone talvolta l’estetica. La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un gruppo che ha fatto della fedeltà a sé stesso una dichiarazione di intenti definitiva. Nessuna sorpresa, dunque, ma nemmeno alcun segno di stanchezza: la passione è intatta, così come la capacità di costruire brani che, pur muovendosi entro coordinate rigidissime, riescono ancora a lasciare il segno. In particolare, “Our Second Coming…in Wrath” e “Spawn of the Desert Womb” emergono come episodi di grande efficacia, tra i migliori della loro produzione recente, grazie a un equilibrio quasi perfetto tra tensione, dinamica e memorabilità dei riff.

Il passaggio ai Deathfucker segna un cambio di passo abbastanza netto, pur senza tradire il comune denominatore stilistico. Dove i Pentacle lavorano per sottrazione e pesantezza controllata, gli italiani rispondono con un approccio più tecnico, serrato e bestiale. Il loro punto di riferimento dichiarato resta quello dei primi Morbid Angel, e anche in questo caso non si tratta di un’influenza nascosta o rielaborata in maniera criptica: è tutto lì, esibito con fierezza e convinzione. Ciò che distingue i Deathfucker da vari altri discepoli è però l’intensità con cui maneggiano questo linguaggio: le loro composizioni sono autentiche fucine di riff malevoli, concatenati con una logica quasi compulsiva che mantiene costantemente alta la tensione. L’approccio è diretto e tende a evitare qualsiasi deriva troppo epica o atmosferica, privilegiando invece un impatto viscerale. Allo stesso tempo, la varietà interna ai brani, garantita dall’alto numero di riff per traccia, impedisce che il tutto si appiattisca in un esercizio di stile telefonato. È proprio questa fame, questa urgenza espressiva palpabile, a fare la differenza: ogni passaggio sembra suonato come se fosse l’ultimo, con una foga che restituisce al death metal quella dimensione animalesca che spesso si perde nelle produzioni più levigate.

Nel complesso, lo split funziona esattamente come dovrebbe: mette in luce i punti di forza di entrambe le band, senza sovrapposizioni inutili. Due visioni compatibili ma distinte, che si rafforzano a vicenda e lasciano, al termine dell’ascolto, un desiderio concreto di approfondire ulteriormente. Ed è forse questo il miglior risultato possibile per un lavoro di questo tipo.

TRACKLIST

  1. Pentacle - Black Hell: The White City
  2. Pentacle - Blood to the Thirsty
  3. Pentacle - Our Second Coming...in Wrath
  4. Pentacle - Touched by the Nothingness
  5. Pentacle - Spawn of the Desert Womb
  6. Deathfucker - Intro Atrox Deus
  7. Deathfucker - Graveless Deity
  8. Deathfucker - Empty Graves
  9. Deathfucker - Deathforce Impiety
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.