PENTAGRAM – Curious Volume

Pubblicato il 25/08/2015 da
voto
7.0
  • Band: PENTAGRAM
  • Durata: 00:41:58
  • Disponibile dal: 28/08/2015
  • Etichetta: Peaceville
  • Distributore: Audioglobe

Rieccolo, Bobby Liebling, sopravvissuto a qualsiasi attentato alla salute da lui stesso perpetrato al proprio corpo, ripulitosi come per incanto nel nuovo millennio e, finalmente nel pieno possesso delle facoltà mentali, capace di riportare il nome dei Pentagram sulla bocca dei doomster di tutto il globo. “Curious Volume” è frutto dello slancio creativo e della stabilità di line-up guadagnata in anni recenti da una band in balia nel passato delle approssimative condizioni fisico/intellettuali del suo lunatico leader, pertanto costretta a lunghe pause che non hanno giovato alla sua resistenza nei piani alti dell’underground. Già “Last Rites”, quattro anni orsono, aveva dato credibilità al ritorno sulle scene del quartetto, rimasto costantemente in attività nelle ultime stagioni e quindi in grado di dare un seguito all’ultimo disco in tempi ragionevoli. Non ci sarebbe granché da dire per descrivere questa nuova raccolta di inediti, se non confermarvi che i Pentagram hanno immortalato una nuova, iconica, sindone di suoni Seventies a metà strada fra l’heavy rock e il doom propriamente detto. Dieci canzoni che attingono al sound Sabbathiano più rolleggiante, quello promulgato fin dalle origini e oggi ascoltabile al massimo della sua forma. La durevolezza della collaborazione fra Liebling, lo storico sodale Victor Griffin e il più giovane, ma a questo punto annoverabile quale veterano della scena, Greg Turley, ha permesso di architettare una serie di brani energici, spumeggianti, estremamente mobili. La produzione molto dinamica dà la splendida sensazione che quest’album appartenga sia a una fase storica antica (nei riff, nel dipanarsi morbido, nella vocalità nasale), sia alla modernità dei nostri tempi, e che quindi i Pentagram non siano un gruppo con quarant’anni sul groppone, ma dei giovani retrò rocker come potrebbero essere gli Zodiac o i Kadavar. Il suono è pastoso, caldo, crepitante il giusto, e anche il nuovo entrato ‘Minnesota’ Pete Campbell alla batteria fa una signora figura, suonando con sobrietà e non riempiendo inutilmente spazi non di sua competenza. Essenziale nel tocco, Campbell dà un apporto sostanzioso nello smuovere le acque, lasciando a Griffin il compito di fungere da architetto e decoratore delle piccole miniature contenute in “Curious Volume”: lo scafato chitarrista riveste il duplice ruolo di ritmico e solista con buona ispirazione, mettendo in luce uno stile tutt’oggi perfettamente riconoscibile fra i molteplici epigoni in circolazione. Non tutti i riff sono memorabili, la tracklist alterna canzoni solo gradevoli, ad altre davvero splendide, su tutte la divertita “Misunderstood”, la più lontana dal dominante mood ombroso e forse anche per questo l’episodio che più soddisfa i nostri palati. Altri numeri di alto profilo sono “The Devil’s Playground” e “Earth Flight”; l’una elegantemente cupa, specchio del buio che ancora aleggia nell’animo di questi musicisti, la seconda dotata di uno degli andamenti più spinti del disco e baciata da piccole aperture un po’ sui generis molto riuscite. Quando si adagiano su ritmi più controllati e lesinano in forza i Pentagram scadono ogni tanto nel convenzionale, problema celato in parte dalla brillante prova vocale di Liebling. A sessantuno primavere compiute, il clone di Salvador Dalì non ha perso un grammo del suo fascino dannato, si permette anche di variare l’approccio da un pezzo all’altro, utilizzando qualche leggero effetto per sorprendere l’ascoltatore. Se avete sempre seguito con attenzione il percorso di questa storica entità doom, “Curious Volume” non tradirà le vostre aspettative: vi godrete uno spaccato di hard rock immortale, scolpito in una roccia non intaccata da alcun processo di erosione. Lunga vita ai Pentagram!

TRACKLIST

  1. Lay Down and Die
  2. The Tempter Push
  3. Dead Bury Dead
  4. Earth Flight
  5. Walk Alone
  6. Curious Volume
  7. Misunderstood
  8. Close the Casket
  9. Sufferin'
  10. Devil's Playground
  11. Because I Made It
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.