PER WIBERG – All Is Well In The Land Of The Living But For The Rest Of Us… Lights Out

Pubblicato il 13/05/2021 da
voto
7.0
  • Band: PER WIBERG
  • Durata: 00:25:32
  • Disponibile dal: 14/05/2021
  • Etichetta:
  • Despotz Records

Spotify:

Apple Music:

Dopo un’intera carriera passata alla corte di formazioni di primo livello, come Opeth, Spiritual Beggars, Candlemass e tanti altri, avevamo lasciato Per Wiberg nel 2019, subito dopo la pubblicazione dell’intrigante “Head Without Eyes”, che dava sfogo alla creatività del polistrumentista svedese, libero di transitare tra generi molto lontani tra loro, dal progressive all’alternative rock. Il ritorno discografico di Wiberg, questa volta, non è un full-length, bensì un EP di quattro pezzi, un formato particolarmente adatto, visto il contenuto e la direzione artistica scelta dal musicista. “All is Well…”, infatti, contiene all’interno del suo lunghissimo titolo l’intera tracklist dell’EP e le quattro canzoni, pur essendo molto diverse tra loro, finiscono per trovare il loro compimento se ascoltate di fila, come una sorta di lunga suite, suddivisa in quattro sezioni ben distinte. La cosa appare evidente, ad esempio, ascoltando il primo brano, intitolato “All Is Well”, che con le sue atmosfere a metà tra progressive e dissonanze industrial, sembra quasi essere una lunga introduzione piuttosto che un brano a sè stante. Da lì in avanti l’EP prende una strada totalmente anarchica, con Wiberg impegnato a mescolare generi e stili, con un piglio avantgarde che porta a curiose alchimie. Così la successiva “In The Land Of The Living” si discosta dal mondo prog per abbracciare l’alternative rock dei Sonic Youth, mentre la terza traccia “But For The Rest Of Us” si avventura addirittura in una certa avanguardia pianistica figlia del jazz più sperimentale. Chiude l’opera “Lights Out”, un brano maestoso e cupo, in cui il progressive rock torna preponderante per un ennesimo cambio di tono all’insegna della totale libertà espressiva.
La scelta di pubblicare un EP, in questo senso, risulta senza dubbio vincente: la durata contenuta permette all’ascoltatore di godere di questo viaggio allucinato senza mai annoiare, pur senza rinunciare alla sua natura schizofrenica e sovversiva. Il rovescio della medaglia, come sempre succede in questi casi, è quello di non avere ancora ben chiaro il percorso stilistico di Wiberg, che sembra talmente preso dalla sua voglia di sperimentare da risultare un po’ dispersivo. Ormai ci è chiaro come il musicista svedese abbia dalla sua un bagaglio musicale enorme e una conoscenza vastissima di numerosi linguaggi musicali. Quello che ancora gli manca, forse, è una sua identità ben precisa, qualcosa che lo renda riconoscibile e che possa consolidarsi definitivamente nel prossimo full-length.

TRACKLIST

  1. All Is Well
  2. In The Land Of The Living
  3. But For The Rest Of Us
  4. Lights Out
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.