PER WIBERG – The Serpent’s Here

Pubblicato il 11/03/2024 da
voto
7.0
  • Band: PER WIBERG
  • Durata: 00:45:54
  • Disponibile dal: 15/03/2024
  • Etichetta:
  • Despotz Records

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Per Wiberg è soprattutto noto per il suo ruolo di polistrumentista e turnista, il quale gli ha permesso di affiancarsi di volta in volta a grandi nomi della scena, dagli Spiritual Beggars ai Candlemass, passando per Tiamat e Opeth; ma il buon Per può vantare anche una carriera solista che, magari lontano dal clamore dei grandi nomi, gli permette di dare sfogo alla sua creatività. Abbiamo seguito tutte le sue uscite discografiche, prima con “Head Without Eyes” e poi l’EP “All Is Well In The Land Of The Living, But For The Rest Of Us… Lights Out” e in entrambi i casi ci siamo trovati di fronte ad un artista poliedrico, che riesce ad unire avanguardia, stoner, doom, jazz, progressive, post-punk, new wave in un mix molto particolare.
Il nuovo album, “The Serpent’s Here”, vede Per Wiberg alle prese con nuove sperimentazioni sonore, messe in musica quasi in solitaria, con giusto il supporto di un paio di collaboratori. Alla batteria troviamo ancora Tor Sjödén, che già aveva suonato nel precedente EP, mentre la novità è data da Mikael Tuominen, un bassista che non sostituisce bensì affianca lo stesso Per nelle partiture di basso, che diventano spesso il vero centro nevralgico delle composizioni. Wiberg, poi, si occupa anche di chitarre, tastiere e voce.
La performance del polistrumentista è sempre credibile, ma appare abbastanza evidente come basso e tastiere siano gli strumenti principe, a discapito della voce e delle chitarre: l’artista svedese non è un cantante di professione (forse il più grosso limite dell’intero album) e anche come chitarrista si limita quasi ad usare lo strumento come pura massa materica, utile a dare peso alla musica, ma lasciando ad altri strumenti il ruolo da protagonista.
“Dead Sky Lullaby” apre l’album in maniera abbastanza lineare e diretta: una melodia catchy, un intelligente uso dei synth ed una ritmica dritta sembrerebbero porre le basi per l’album più accessibile del Nostro. Tuttavia, progredendo nell’ascolto, vediamo emergere molte altre sfumature. La lunga “Blackguards Stand Silent” si fa più sinistra ed ipnotica, con le tastiere a disegnare paesaggi da film horror e la sezione ritmica a picchiare in maniera ossessiva; completamente diversa, invece, “This House Is Someone Else’s Now”, composizione incentrata sul pianoforte, notturna e malinconica, su cui si innestano degli interventi elettrici di chitarre ed una batteria appena accarezzata. Il brano più interessante del lotto, però, arriva subito dopo con “He Just Disappeared”, una composizione musicale che si stacca completamente dalla forma-canzone, per dare vita ad un piccolo racconto gotico contemporaneo: Per Wiberg qui non canta, ma sussurra semplicemente il testo di questa piccola storia, che racconta un incontro casuale tra il narratore ed una strana e misteriosa figura alata. L’impianto musicale, quindi, diventa un commento sonoro alla vicenda, molto più vicina al mondo delle colonne sonore.
Ancora una volta l’artista svedese ci consegna un album molto particolare, non convenzionale nelle sonorità e nelle scelte artistiche, che nutre più l’intelletto che la pura e semplice voglia di musica d’impatto. Resta ancora una certa spigolosità data dalla natura squisitamente DIY di molte delle composizioni, ma non c’è dubbio che, nell’era dello streaming, in cui non è più necessario investire necessariamente nell’acquisto fisico, anche un prodotto così particolare, fatto quasi soprattutto per la soddisfazione del suo autore, potrebbe trovare diversi estimatori.

TRACKLIST

  1. Dead Sky Lullaby
  2. The Serpent's Here
  3. Blackguards Stand Silent
  4. This House Is Someone Else's Now
  5. He Just Disappeared
  6. Follow the Unknown
  7. The Losers (bonus track)
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