PERFECT BREED – The Zeroth Law

Pubblicato il 22/08/2010 da
voto
6.5
  • Band: PERFECT BREED
  • Durata: 00:45:36
  • Disponibile dal: 12/03/2010
  • Etichetta:
  • Distributore:

Da Altamura, provincia di Bari, arrivano i qui presenti Perfect Breed, formazione nota in passato come High Opera e solo verso fine 2007 adottante il nuovo monicker. Nonostante il nome faccia presagire sonorità neo-thrash o comunque moderno-estreme, ciò che si ode in questo “The Zeroth Law”, full di debutto autoprodotto dalla band stessa, è un progressive-death metal chiaramente ispirato agli Opeth, a tratti però riconducente anche a gruppi non death ma comunque di stampo prog, come possono essere ad esempio Nevermore e Symphony X. Senza dimenticare lo spettro Metallica in alcune atmosfere degli arpeggi ed in qualche riff. La registrazione non è malvagia, sebbene di matrice underground, ed il sestetto piace per la (relativa) semplicità del suo songwriting, scevro per ora di troppi orpelli in sede d’arrangiamento, cosa che ricorda in parte i primi due dischi degli Opeth, complessi ma anche lineari ed essenziali. A tratti sembra mancare un po’ di coinvolgimento emotivo da parte della formazione pugliese, e forse un pelo di maturità in più potrà dare spessore e profondità a brani ben scritti ma ancora molto derivativi – d’altronde il genere è quello – e troppo ragionati. L’uso della voce pulita e del growl, il costante alternare sezioni thrash-death a passaggi acustici e la qualità del riffing e della sezione ritmica sono aspetti positivi in “The Zeroth Law”, così come l’uso delle tastiere: ma è proprio in questo strumento che riponiamo la maggior fiducia per un perfezionamento dello stile dei Perfect Breed, in quanto le potenzialità per personalizzare un suono così inquadrato ci sono e andrebbero ben sfruttate. La tracklist è piacevole da ascoltare tutta, soprattutto se si è invaghiti tremendamente della band di Mikael Akerfeldt, ma se dovessimo segnalare un paio di pezzi, allora citeremmo la ballata “Recollecting In Tranquillity” e la conclusiva “Beneath A Steel Sky”, ricca di buone soluzioni e melodie. Bravi questi ragazzi, dunque, ma per il futuro occorre assolutamente scrollarsi di dosso le pesanti influenze.

TRACKLIST

  1. Mechanical Supremacy
  2. Next Human Archetype
  3. Axon Compressor
  4. Recollecting In Tranquillity
  5. Paradox
  6. Betrayer Of The Species
  7. Beneath A Steel Sky
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