PERIPHERY – Clear

Pubblicato il 15/02/2014 da
voto
7.5
  • Band: PERIPHERY
  • Durata: 00:29:12
  • Disponibile dal: 28/01/2014
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

I Periphery col tempo stanno diventando una di quelle band (non come genere suonato, sia ben chiaro) alla Avenged Sevenfold che o le si ama o le si odia. Questo pare essere il destino di quei gruppi che in ambito metal oggi riescono ad uscire dall’underground grazie alle loro capacità di saper scrivere musica che piace e che, in qualche modo, strizza l’occhio al mainstream. Appurato ciò e chiarito che la qualità della musica scinde da tutto quello che è chiacchiericcio isterico che si forma attorno ad un gruppo, possiamo passare a parlare di questo “Clear”, interessantissimo EP che toglie la sete ai fan della band che non vedono l’ora di ascoltare il successore di “Periphery II: This Time It’s Personal”. A detta del gruppo questo EP è un esperimento che si pone l’obiettivo di esplorare tutti i generi e le influenze della band. Sin dai primissimi ascolti ci si rende conto che mai dichiarazione fu più veritiera: già, perché in “Clear” i Nostri hanno deciso di osare forte. Quasi trenta minuti di musica (che in un EP non sono pochi) frizzante, divertente, melodica e ispirata, per ben sette tracce, dove nulla è lasciato al caso in quanto ogni traccia è stata scritta da uno dei componenti della band (ad eccezione dell’introduzione). Si parte con una bella intro strumentale un po’ dal gusto classico che introduce, appunto, “The Summer Jam”, forse l’unica traccia più tradizionale e più associabile ad un repertorio classico del gruppo; un gran bel chorus – terribilmente catchy – e i soliti intrecci chitarristici a farla da padrone. In “Feed The Ground”, ciò che colpisce è la mancanza di quelle che sono le ritmiche controtempate dei Periphery, ma piuttosto ad irrompere sono riff ribassati e pachidermici che portano alla mente certi Slipknot (sentire il finale della traccia per credere). “Zero” è una strumentale dove i Nostri esplorano lidi di ogni genere, dando libero sfogo alle loro qualità di strumentisti in particolare alle doti chitarristiche di Misha Mansoor che non a caso ne è il compositore… un episodio non trascurabile e sicuramente non un riempitivo. “The Parade Of Ashes” è l’episodio industrial/dance della situazione: emergono anche in questo caso echi di band nu-metal, (Static X, Orgy) e a farla da padrone sono le vocals decisamente molto orecchiabili. “Extraneous” è un’altra strumentale, molto più sperimentale e granitica, con molti meno assoli, dove viene messa in primo piano l’uniformità del brano e la sua forma canzone; episodio molto particolare, anche in questo caso comunque non ci troviamo dinnanzi ad un riempitivo, come si potrebbe erroneamente pensare trattandosi di una strumentale. A chiudere le danze “Pale Aura”, un brano che contrappone parti più veloci ed aggressive ad altre decisamente più zuccherine e melodiche, forse questo è l’episodio meno incisivo del lotto. Come avrete capito “Clear” non è il classico EP riempitivo, fatto per racimolare qualche soldino in più e tenere alta la tensione dei fan, ma è un vero e proprio episodio a se stante di questa band, che certifica ancora una volta la sua capacità di sperimentare e di mettersi in gioco. Bravi, avanti così.

TRACKLIST

  1. Overture
  2. The Summer Jam
  3. Feed the Ground
  4. Zero
  5. The Parade of Ashes
  6. Extraneous
  7. Pale Aura
2 commenti
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