PERIPHERY – Periphery II: This Time It’s Personal

Pubblicato il 17/07/2012 da
voto
7.0
  • Band: PERIPHERY
  • Durata: 01:08:54
  • Disponibile dal: 16/07/2012
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

I Periphery proseguono la loro fino adesso fortunatissima carriera musicale pubblicando il secondo capitolo della propria discografia. “Periphery II: This Time It’s Personal” rappresenta un nuovo percorso di caratterizzazione rispetto al suo predecessore: via Tom Murphy e Alex Bois, sostituiti rispettivamente da Mark Holcomb e Adam Getgood. Confermatissimi, invece, Spancer Sotelo alla voce e Misha Mansoor alla chitarra, vere braccia e menti di questa formazione, intente, in questa occasione, ad un approccio musicale maggiormente melodico e accessibile, sintetizzando le parti più aggressive e concentrando i propri sforzi sul raggiungimento dell’ideale forma-canzone. Bastano infatti le prime tracce per notare come la proposta dei Periphery abbia assunto uno stampo decisamente più orecchiabile: la sezione ritmica, più trattenuta rispetto alle costanti poliritmie dell’esordio, assume subito un ruolo d’accompagnamento, dando carta bianca alle pulitissime linee vocali di uno Spancer forse fin troppo ritoccato in fase di regia. Quando chiamate per regalarci qualche martellata, le chitarre rispondono comunque ancora a grande voce, producendo ottimi giri articolari, dinamici e al limite del progressive, ma assestandosi spesso e volentieri – ancora – su registri vicinissimi a quelli degli illustri colleghi svedesi Meshuggah, una formazione che, è innegabile, ha avuto il doppio ruolo d’influenzare e di essere costantemente posta come scomodo paragone tra queste nuove leve. L’impressione generale, comunque, è che la band abbia deciso di aprire un nuovo corso, puntando maggiormente sulle soluzioni di stampo “commerciale”, a volte abusando dei mezzi a propria disposizione. Si pensi ad esempio (negativo) alla noiosa “Scarlet” e ai suoi sapori pop, oppure alla sostenuta ballad “Erised”, brano che già dai primi secondi si fatica a prendere sul serio. Fra le tracce più riuscite e che meglio rappresentano questo passo in avanti troviamo, invece, “Have A Blast”, un assalto sonoro ricco di apprezzabili melodie di contorno, “Ragnarok” e la sua sfacciata elettronica, dove le ritmiche cadenzate e un gran prova vocale di Spancer conferiscono all’album un’atmosfera epica particolarmente centrata, e, infine, la più tradizionale “Make Total Destroy”, episodio schiacciante e ban sostenuto dalle aggressive ritmiche. Ottimi brani di caratura superiore persino a molti dell’esordio. Assolutamente minori e abbastanza anonimi sono invece i banali “Froggin’ Bullfish” e “Masamune”, pezzi che sanno di riempitivo e che non si farà di certo fatica a dimenticare. A conti fatti, possiamo definire “Periphery II: This Time It’s Personal” un album riuscito solo in parte, un ponte di collegamento tra il vecchio volto dei Periphery e quello rinnovato che, probabilmente, ci presenteranno in futuro. Detto questo, nonostante vengano perse leggermente di vista le idee e la personalità dell’esordio, siamo certi che i fan verranno nuovamente appagati dal parto discografico di questi dotati musicisti.

TRACKLIST

  1. Muramasa
  2. Have A Blast
  3. Facepalm Mute
  4. Ji
  5. Scarlet
  6. Luck As A Constant
  7. Ragnarok
  8. The Gods Must Be Crazy!
  9. Make Total Destroy
  10. Erised
  11. Epoch
  12. Froggin’ Bullfish
  13. Mile Zero
  14. Masamune
13 commenti
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